Al 30 giugno 2026 in Toscana operano 66.553 imprese guidate da cittadini stranieri, il 17,1% delle 389.349 imprese registrate nella regione. I dati arrivano dal report semestrale di Unioncamere e InfoCamere nell’ambito del progetto Futurae, promosso da Ministero del Lavoro e Unioncamere, secondo cui quella della Toscana è la seconda incidenza più alta d’Italia, dopo il 17,6% della Liguria, e quasi sei punti sopra la media nazionale dell’11,6%. Per numero assoluto la Toscana è terza dopo Lombardia (136.603) e Lazio (77.355), davanti all’Emilia-Romagna (62.341).
Prato sempre in testa, Firenze fuori dal podio
La provincia di Prato si conferma la più caratterizzata dal fenomeno in Italia, con un’incidenza di imprese straniere del 33,7%, in crescita rispetto al 32,7% rilevato al giugno 2025, seguita da Trieste (20,8%, era 20%) e Imperia (18,8%, era 18,2%). Firenze, che nel report 2025 risultava quarta con il 18,1%, pur salendo al 18,7% resta fuori dal podio. Il dato pratese, naturalmente, si lega alla comunità cinese: tra le sole imprese individuali, le uniche per cui sia possibile collegare immediatamente l’azienda alla nazionalità del titolare, i cinesi rappresentano il 67,2% dei titolari stranieri a Prato, contro il 68% di un anno fa.
A livello nazionale il Nord Ovest concentra il 32,7% delle imprese straniere (32% nel 2025), ma la crescita annua scende all’1,5% dal 3,6% di un anno fa. Il Mezzogiorno accentua il calo: -3,6% contro il -0,5% del 2025, con segnali più evidenti in Campania e Calabria. Sul fronte delle nazionalità, tra le imprese individuali le comunità più numerose restano marocchina (53.364 titolari), romena (52.541) e cinese (50.166), che insieme valgono il 32,4% dei titolari stranieri, contro il 34% del 2025. Seguono Albania, Bangladesh e Pakistan (20%, era 19%), poi Egitto, Nigeria e Senegal (10,5%, era 11%). Alla fine del 2025 circa il 35% delle imprese straniere aveva superato i 10 anni di vita. (lt)
