La proposta del ministero delle Imprese e del Made in Italy di congelare i licenziamenti annunciati da Dumarey per lo stabilimento pisano di Fauglia non è stata accettata: questo l’esito del tentativo del Mimit per rinviare a un nuovo incontro, successivo alla presentazione del piano industriale, il licenziamento di 35 lavoratori in staff leasing da parte dell’azienda della componentistica per l’automotive. Già da questa mattina i lavoratori Dumarey sono in sciopero, e le mobilitazioni continueranno nelle prossime settimane, secondo quanto riferito dai sindacati, che attaccano la multinazionale per il suo comportamento.
“Accettare oggi che vengano licenziati 35 lavoratori, che sono in azienda da svariati anni, tutelati tra l’altro da un accordo firmato presso la Regione Toscana e tradito dall’azienda, significa mettere in discussione anche il futuro stesso del sito”, accusano Fim-Cisl e Fiom-Cgil. “Abbiamo la necessità di discutere di un piano industriale che prevede necessariamente il mantenimento dei livelli occupazionali e che dia prospettive solide per il futuro”, aggiungono.
Dura anche la Regione Toscana, con l’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi che ha dichiarato la sua solidarietà ai lavoratori Dumarey, “vittime di un atteggiamento dei vertici aziendali sordo e irresponsabile”, dopo che l’azienda nel recente passato “ha comunque potuto contare sulla piena collaborazione delle istituzionali nazionali e territoriali”. Lenzi ha ricordato che “non solo l’azienda ha usufruito di risorse pubbliche, ma ad aprile aveva sottoscritto un accordo con la Regione per accompagnare l’uscita di 93 lavoratori in staff leasing“, accordo che ora “viene cinicamente tradito: chiediamo che l’azienda torni sui suoi passi e ritorni a confrontarsi per mantenere i livelli occupazionali e trovare una strada per un futuro solido. L’alternativa, è inutile essere ipocriti, è soltanto la chiusura che porterebbe elementi di desertificazione”. (lt)
