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29 luglio 2026

Concia, Masoni (Lvmh) acquista partecipazione nella conceria Hashtag

Obiettivo: fare sinergie e ampliare la gamma di prodotti. Il boom della crosta scamosciata, controcorrente nel distretto.

Silvia Pieraccini
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La fase poco brillante che sta attraversando il settore conciario non ferma la conceria Masoni di Santa Croce sull’Arno (Pisa) – partecipata dal gruppo francese Lvmh, leader mondiale nel lusso – che ha appena acquisito una partecipazione di minoranza in una piccola conceria sempre di Santa Croce, cresciuta molto negli ultimi anni: si tratta di Hashtag srl, che ha chiuso il 2025 con un fatturato di 8,4 milioni di euro e un utile di 380mila euro. I ricavi si sono impennati rispetto ai 4,9 milioni del 2024, anche se l’utile è rimasto sugli stessi livelli (357mila euro). I dipendenti sono 12.

La crosta scamosciata è di moda

Hashtag, nata nel 2017 dall’iniziativa di Lucio Verbeni, Gianmarco Pinori e Andrea Mannucci, è specializzata nella crosta scamosciata per borse, scarpe e abbigliamento, prodotto molto richiesto in questo momento dal mercato della moda; per questo ha appena investito in un nuovo stabilimento di 1.600 metri quadrati a Fucecchio (Firenze) dove ha inserito il reparto produttivo del “bagnato”.

Fatturato 2025 a 45,5 milioni di euro, risale l’utile

Per Masoni Industria Conciaria, che ha visto il socio Lvmh salire dal 20 al 40% del capitale, l’operazione significa ampliamento della gamma di prodotti offerti ai propri clienti, sviluppo di sinergie industriali e rafforzamento della filiera produttiva del distretto conciario toscano. Masoni ha chiuso il 2025 con un fatturato di 45,5 milioni di euro (in linea con l’anno precedente), utile di 4 milioni (rispetto ai 2,5 milioni del 2024) e 67 dipendenti.

Il distretto di Santa Croce in difficoltà da più di tre anni

La conceria Hashtag è in controtendenza rispetto all’andamento del settore. Il distretto conciario di Santa Croce, in difficoltà da più di tre anni, ha chiuso il 2025 con un calo della produzione del 5,1% (a 1,4 miliardi di euro) e dell’export del -5,4%, e una contrazione di imprese (oggi sono 390, -3,2%) e di addetti (quasi 5.600, -0,9%). A livello nazionale il calo produttivo del settore conciario nel 2025 è stato del -5,8% (a 4 miliardi di euro), quello delle imprese sempre del -3,2% (a quota 877), mentre gli addetti sono diminuiti del 2% (a 17.445). Quello toscano è il secondo distretto conciario italiano per dimensione dopo Arzignano, in Veneto;

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Silvia Pieraccini

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