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28 luglio 2026

Gucci vede la ripresa: nel secondo trimestre il calo dei ricavi si riduce al 2%

Risultati in miglioramento rispetto al primo trimestre “grazie a canale retail e nuove collezioni”. Il gruppo Kering torna in positivo (+2% nel secondo trimestre).

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I conti restano in territorio negativo, ma i primi segnali di ripresa iniziano a emergere. È il quadro che arriva dai risultati semestrali diffusi da Kering, che indicano un sensibile miglioramento dell’andamento di Gucci, il marchio simbolo della moda fiorentina al centro da mesi di un piano di rilancio.

Nel secondo trimestre dell’anno Gucci ha registrato ricavi per 1,41 miliardi di euro, in calo del 2% a cambi comparabili (-3% a cambi correnti), un risultato nettamente migliore rispetto al -8% registrato nel primo trimestre. Nel semestre il marchio ha totalizzato ricavi per 2,757 miliardi di euro, in diminuzione del 5% a cambi comparabili e del 9% a cambi correnti. È un miglioramento significativo rispetto ai primi tre mesi dell’anno, quando il gruppo aveva evidenziato come gli effetti del piano di rilancio fossero ancora tutti da costruire.

Migliora la performance dei negozi

Nel comunicato che accompagna i risultati, Kering parla di una «marcata accelerazione» dell’andamento di Gucci nel secondo trimestre, sottolineando che il canale retail ha migliorato la propria performance di sette punti percentuali rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il gruppo attribuisce questo andamento al progressivo arrivo delle nuove collezioni nelle boutique, a un «crescente coinvolgimento dei clienti» e alla buona accoglienza riservata alle nuove linee Borsetto e Paparazzo, oltre che al Gucci Core Show organizzato a New York.

I segnali positivi riguardano anche i mercati internazionali. Il Nord America continua a rappresentare l’area più dinamica, mentre Europa occidentale e Asia-Pacifico mostrano un graduale miglioramento. Anche la Cina continentale – sostiene l’azienda – pur rimanendo un mercato complesso, ha registrato un’evoluzione più favorevole rispetto ai mesi precedenti.

Arrivano indicazioni incoraggianti anche sul fronte della redditività. Gucci ha chiuso il semestre con un margine operativo ricorrente del 17%, in lieve crescita rispetto al 16% dello stesso periodo del 2025. Secondo quanto si legge nel comunicato, il risultato è stato ottenuto grazie a «una rigorosa disciplina sui costi, senza compromettere gli investimenti nel marchio», confermando la volontà del gruppo di continuare a sostenere il rilancio del brand.

Il gruppo Kering torna in lieve crescita

I segnali di miglioramento di Gucci si inseriscono in un quadro più favorevole anche per l’intero gruppo Kering. Dopo un avvio d’anno difficile, il secondo trimestre ha evidenziato una prima inversione di tendenza: i ricavi si sono attestati a 3,652 miliardi di euro, in crescita dell’1% a cambi correnti e del 2% a perimetro e cambi comparabili. Grazie a questa accelerazione, il semestre si è chiuso con ricavi pari a 7,22 miliardi di euro, in calo del 3% a cambi correnti, ma in aumento dell’1% a perimetro comparabile. Le vendite nella rete diretta sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre il canale wholesale ha registrato una crescita del 5%.

«Questi risultati testimoniano l’impatto positivo delle misure sostanziali che abbiamo adottato per rafforzare la desiderabilità e l’unicità dei nostri marchi, semplificare l’organizzazione e aumentare l’efficienza», afferma l’amministratore delegato Luca de Meo nel comunicato che accompagna i conti. Il semestre è stato inoltre caratterizzato da un forte rafforzamento della struttura finanziaria del gruppo: il debito netto è sceso a 3,3 miliardi di euro, con una riduzione di 4,7 miliardi rispetto alla fine del 2025, grazie alle operazioni sul patrimonio immobiliare e alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal, completata il 31 marzo scorso. Il risultato operativo ricorrente si è attestato a 921 milioni di euro, con un margine del 12,8%. (em)

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