Di seguito i passaggi più significativi della relazione del presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli.
La reindustrializzazione come missione
“È la prima assemblea di questa presidenza. Che si è data un obiettivo di mandato preciso: la reindustrializzazione dei nostri territori. Per questo, con i colleghi, abbiamo condiviso un impegno a non riempire questa mattinata di parole. Ma con l’impegno a lavorare su un progetto concreto e condiviso per rialzare il nostro tasso industriale. Dai nostri incontri dobbiamo uscire con qualcosa di più tangibile di un badge. Non possiamo permetterci di giocare in difesa rispetto alla situazione. E non è più il tempo di guardare con fiducia al nostro passato. C’è, invece, da voltare pagina con responsabilità, coraggio e fiducia”.
Una nuova alleanza tra imprese, istituzioni e ricerca
“Sono cambiati scenari globali, alleanze, relazioni commerciali, posizionamenti sui mercati, strategie produttive. Nuovi paradigmi radicali e pervasivi hanno interessato le nostre catene del valore e le nostre filiere. (…) Servono reti sociali: perché nessuno – né le istituzioni, né le imprese – può farcela da solo. Serve una governance allargata e multilivello. Serve un partenariato avanzato che metta insieme istituzioni, corpi sociali, imprese, mondo della ricerca e mondo finanziario. (…) Non siamo categorie separate da codici Ateco o da interessi contrastanti. Siamo componenti di un’unica realtà: l’impresa”.
Dove c’è rendita non c’è sviluppo
“Alcune attività produttive sono scivolate verso settori a minore valore aggiunto e a basso contenuto di conoscenza. E questa terziarizzazione – spesso povera – ha rafforzato il processo di deindustrializzazione. Non si tratta di quella deindustrializzazione tipica delle società mature, ma della tendenza a ricollocarsi nei settori caratterizzati dalle rendite di posizione. Quelle rendite che i nostri territori garantiscono; e che noi avversiamo in modo deciso. Lo ripeto a voce alta: dove c’è rendita non c’è sviluppo”.
Giocare “in serie A” nelle nuove filiere industriali
“Parlare di reindustrializzazione, quindi, non è la nostra parola di moda; è decidere se vogliamo giocare in serie A nelle nuove catene del valore; o se ci accontentiamo di palleggiare in Promozione”.
Il distretto dell’aerospazio e la piattaforma della sicurezza
“Secondo noi, un obiettivo ambizioso e mobilitante potrebbe essere lavorare ad una piattaforma manifatturiera della sicurezza e delle innovazioni tecnologiche dual use – sul modello di un’Industrial Acceleration Area – che metta a sistema non solo le eccellenze e le competenze presenti, ma anche quelle che possono riconvertirsi sfruttando la nostra storica ‘intelligenza industriale’, per consolidare le nostre filiere e renderle più competitive. E va dato vita al Distretto dell’Aerospazio.”
“Il nostro territorio vanta la presenza di grandi player e di una filiera di eccellenze per costruire una meta-piattaforma industriale autonoma e competitiva. (…) Mi riferisco ai grandi player della tecnologia aerospaziale avanzata: come Leonardo e Thales e le loro reti di PMI subfornitrici. (…) Abbiamo eccellenze anche nella Sicurezza Elettronica, nei Radar e nell’Optronica (…) e ci sono la Cybersecurity e l’Intelligenza Artificiale applicata alla Difesa. (…) È una straordinaria opportunità di innovazione e di accelerazione tecnologica trasversale, di valorizzazione dei nostri talenti e di occupazione di qualità per i nostri territori”.
Energia, al nucleare non si sfugge
“Un sistema industriale non sarà mai competitivo se l’energia costa troppo. I prezzi e la volatilità sono un freno competitivo. (…) Occorre un patto energetico che unisca sostenibilità, neutralità tecnologica e protezione della capacità produttiva. (…) E – comunque – non si sfugge al nucleare. È una necessità economica e scientifica, oltre che una scelta imposta dalla nostra dipendenza patologica dal gas naturale. Non è possibile che la seconda manifattura d’Europa abbia una dipendenza energetica dall’estero del 74%. La reintroduzione del nucleare, integrato a rinnovabili e reti smart, è una condizione di sopravvivenza industriale, oltre che di sovranità e di decarbonizzazione”.
Piombino e la certezza dei tempi
“Abbiamo accolto con favore l’arrivo di Trasteel per l’accordo di rilevare la Magona (…), confidiamo che la novità di venerdì possa accelerare l’investimento della joint venture Metinvest Danieli. In mezzo abbiamo JSW, in procinto di firmare l’accordo di programma per il revamping del treno rotaie. E proprio su questo punto voglio dire che non possiamo bloccare un’impresa che vuole investire. Se è vero che da un anno è stata già comprata gran parte dei macchinari, che ora giacciono nei capannoni in attesa dei permessi, questi permessi devono arrivare. La certezza dei tempi è politica industriale. Non possiamo auspicare investimenti che poi non si autorizzano”.
Case per i lavoratori, il “modulo Firenze”
“La crisi abitativa non colpisce solo i più vulnerabili, ma chiunque voglia costruire qui la propria vita. (…) Abbiamo chiesto alle nostre imprese associate quanto il caro abitazione sia di ostacolo nella ricerca di nuovo personale: il 62% dei colleghi intervistati ha risposto che si tratta di una barriera molto rilevante. Se un’azienda non riesce ad assumere perché i dipendenti non trovano dove vivere – e se l’affitto si mangia gran parte di quello che serve per vivere – c’è da ripensare il sistema in profondità. Con la sindaca Funaro stiamo lavorando ad un Piano per l’abitare (…) e con Firenze Domani e un grande architetto fiorentino stiamo lavorando su un ‘modulo Firenze’, un appartamento-tipo di buoni standard abitativi ed estetici, adattabile per numero di persone e per tipologie edilizie”.
L’appello finale alla politica
“L’emergenza ci impone di agire. Ieri! Le imprese non chiedono protezione passiva, ma le condizioni di sicurezza per competere, produrre e innovare. (…) Invertire la deindustrializzazione si può e si deve. Per questo, con rispetto, ma con decisione, raccomandiamo di togliere la testa dalle prossime urne elettorali. (…) Serve una nuova alleanza territoriale per la competitività e la coesione, capace di far dialogare sviluppo industriale, sostenibilità e giustizia sociale”. (em)
