Si incastrano – dopo quattro anni di complesse procedure autorizzative – i tasselli necessari per avviare la riconversione della fabbrica ex-Bekaert di Figline Valdarno (Firenze), chiusa dal 2018 quando l’omonima multinazionale belga licenziò a sorpresa i 318 lavoratori che producevano filo d’acciaio per rinforzare le gomme auto. Nei giorni scorsi lo stabilimento – esteso su 120mila metri quadrati e diventato un simbolo della deindustrializzazione in Toscana – è stato acquistato dalla società veicolo H2-Era Green Valley (HGV), controllata dalla fiorentina Ge-Group di Federico Parma, attiva nell’efficienza energetica industriale e nella produzione di energie rinnovabili, che aveva firmato il contratto preliminare nell’agosto 2022. Ci sono voluti 50 mesi per avere permessi e autorizzazioni.
La società umbra ha acquisito per ora il 14,4% di HGV
Ora l’imprenditore Federico Parma ha trovato l’investitore che cercava per realizzare il progetto, che oggi 28 novembre è venuto allo scoperto. In HGV ha fatto ingresso, col 14,4%, la società Ecosuntek spa di Gualdo Tadino (Perugia), quotata su Euronext Growth Milan e attiva nelle energie rinnovabili, che ha investito finora, tramite un aumento di capitale, 1,8 milioni di euro attraverso la controllata Eco Trade. Al verificarsi di alcune condizioni sospensive – sottolinea una nota – Ecosuntek investirà fino a un massimo aggregato di 13,9 milioni, acquisendo una partecipazione nella società veicolo fino al 25% del capitale e gestendo il dispacciamento dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e dal sistema Bess.
Idrogeno verde, agricoltura verticale, allevamenti ittici, data center e parco fotovoltaico
Nell’ex Bekaert si prevede infatti la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno verde da 10 Mw (la produzione annua stimata è di circa 1.400 tonnellate), agricoltura verticale e allevamenti ittici. E si prevede anche un data center a impatto zero (l’accordo con un operatore non è ancora stato firmato), che occuperà circa 20mila mq, alimentato al 100% da un parco fotovoltaico da 100,5 megawatt, di cui 92 Mw a terra e 8,5 Mw sulle coperture dello stabilimento (frutto dell’accordo tra HGV e Comtel, gruppo lombardo quotato in Borsa) con un sistema di accumulo elettrochimico a batterie (Bess) da 140 megawattora. L’investimento previsto è di 150-170 milioni di euro.
Un’area dismessa torna ad essere produttiva
“Il progetto rappresenta un’opportunità per coniugare transizione energetica, innovazione e riqualificazione territoriale – afferma Matteo Minelli, amministratore delegato di Ecosuntek – restituendo una funzione produttiva a un’area dismessa”.
Un polo di economia circolare
L’operazione punta a integrare rigenerazione industriale e economica circolare: oltre ad alimentare il data center, il parco fotovoltaico alimenterà un impianto di elettrolisi per la generazione di idrogeno verde; l’ossigeno derivante dal processo di elettrolisi verrà impiegato in un allevamento di salmoni a ciclo chiuso; il calore di scarto generato dal data center verrà recuperato per la climatizzazione di una vertical farm, riducendo ulteriormente i consumi energetici del complesso produttivo. “Ciascuna attività valorizzerà le risorse generate dalle altre”, affermano i promotori.
I cantieri si avvicinano
La partenza dei lavori, dopo quattro anni di attesa, ora è vicina, anche se le difficoltà burocratiche affrontate in per riuscire a recuperare un’area industriale dismessa con un progetto che guarda alle energie rinnovabili e alle produzioni a basso impatto sono state enormi.
