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22 ottobre 2026

Scapigliato, investimenti per 26 milioni: dal 2027 i cantieri per i nuovi impianti di riciclo

La società pubblica di Rosignano programma nuove infrastrutture per il recupero dei rifiuti e un impianto fotovoltaico da 4 megawatt. Affidata a tre banche la gestione di 50 milioni di liquidità con criteri ESG.

Elena Pozzoli
Veduta dall'alto degli impianti rifiuti di Scapigliato a Rosignano

Veduta dall'alto degli impianti rifiuti di Scapigliato a Rosignano

Scapigliato programma per il 2027 l’avvio dei primi cantieri per la costruzione delle nuove infrastrutture dedicate al recupero dei rifiuti e alle energie rinnovabili, nell’ambito di un piano di investimenti da 26 milioni di euro. La società in house del Comune di Rosignano Marittimo per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti intende così rafforzare le attività di recupero di materia e produzione di energia, consolidando un modello integrato di economia circolare che riguarda sia le attività industriali sul territorio sia la gestione economico-finanziaria della società.

«Agiamo con la sapienza e la saggezza dei nostri nonni, che piantavano alberi da frutto da cui loro stessi non avrebbero attinto, ma con il solo scopo di favorire il benessere futuro di figli e nipoti», dichiara l’amministratore unico di Scapigliato, Francesco Girardi, sottolineando l’approccio di lungo termine che guida gli investimenti e la transizione della struttura.

I cantieri del 2027: impianti aerobici e riciclo integrato

L’assetto impiantistico previsto punta su tecnologie aerobiche e trattamenti a freddo a ridotto impatto ambientale. Lo studio preliminare stima benefici significativi per il territorio: rispetto alle precedenti configurazioni progettuali, le nuove lavorazioni consentirebbero un abbattimento del 66,9% dell’aria esausta da trattare, un calo del 94,4% dei consumi idrici e del 74% di quelli elettrici, oltre a una contrazione dell’87,1% dei rifiuti prodotti dai processi interni e all’azzeramento quasi totale dei consumi di metano (–99,6%).

Le nuove infrastrutture andranno a servire diverse filiere del riciclo: l’ampliamento della biostabilizzazione aerobica del sottovaglio da TMB (10.500 tonnellate annue), un impianto di compostaggio aerobico per la Forsu (5.000 t/a), il raddoppio della capacità di compostaggio per sfalci e potature fino a 6.000 t/a, una linea per il trattamento dei Raee non pericolosi (10.000 t/a) e una sezione per la rigenerazione degli oli vegetali esausti da destinare al biodiesel (1.800 t/a). L’autosufficienza energetica dell’area sarà sostenuta da un impianto fotovoltaico da 4 megawatt di picco, installato sui capannoni e sul capping dei lotti di discarica esauriti. I pannelli saranno dotati di grondaie per l’incanalamento dell’acqua piovana, con il duplice obiettivo di ridurre la formazione di percolato e raccogliere acqua sul posto per l’irrigazione.

Finanza e criteri Esg per la liquidità di bilancio

L’approccio circolare della società si riflette direttamente anche sulle scelte di gestione delle risorse finanziarie. Scapigliato ha completato una procedura competitiva per affidare la gestione di circa 50 milioni di euro di liquidità aziendale, comprensivi delle provviste accantonate per la gestione post-mortem delle discariche. La selezione, a cui hanno partecipato dodici istituti di credito e conclusa con l’affidamento a UniCredit, Banca Generali e Banca Patrimoni Sella & C., vincola l’investimento dei capitali a strumenti a basso rischio con elevato rating Esg. Tra i criteri adottati figura l’esclusione tassativa di impieghi, diretti o indiretti, nella produzione o fornitura di armamenti da guerra.

Sperimentazione e filiera corta: il “Vivaio Circolare”

La strategia di sostenibilità dell’azienda trova un’applicazione concreta sul territorio anche attraverso il “Vivaio Circolare”, il progetto sviluppato dal Centro di Competenze per l’Economia Circolare di Scapigliato.

L’iniziativa ha portato alla coltivazione di 1.100 alberi di Paulownia — specie vegetale ad accrescimento rapido che, secondo le stime riportate dalla società, può assorbire fino a 100 kg di CO₂ all’anno per pianta — inseriti in vasi realizzati al 100% con plastica riciclata dai rifiuti urbani toscani e nutriti con il Terriccio Buono prodotto da sfalci e potature. Un percorso che trova un’applicazione diretta sul territorio: il progetto prevede la possibilità, per i clienti che conferiscono rifiuti agli impianti di Scapigliato, di acquistare le Paulownie coltivate nel vivaio, contribuendo così a estendere il percorso di economia circolare anche alle realtà che si rivolgono all’azienda e favorendo la diffusione delle piante sul territorio. Oltre ai benefici ambientali e di raffrescamento urbano, il legno di Paulownia potrebbe alimentare future filiere economiche ad alto valore aggiunto, dalla liuteria fino alla produzione di pannelli per la bioedilizia in legno densificato.

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Elena Pozzoli

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