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29 ottobre 2026

Porti di Livorno e Piombino, investimenti per 530 milioni ma mancano le risorse

Approvato il bilancio 2027 dell’Autorità portuale del Tirreno Settentrionale. Il presidente Gariglio: l’aumento dei costi, a partire dalla Darsena Europa, rende più difficile finanziare le opere programmate.

Il presidente dell'Autorità Portuale del Mar Tirreno Settentrionale Davide Gariglio

Il presidente dell'Autorità Portuale del Mar Tirreno Settentrionale Davide Gariglio

Un programma di investimenti infrastrutturali da 530 milioni di euro nel triennio 2027-2029, ma con una pesante incognita sulla disponibilità delle risorse necessarie a realizzarlo. È il quadro emerso dall’approvazione del bilancio di previsione 2027 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, che gestisce gli scali di Livorno, Piombino e dell’Elba. Il documento ha ottenuto il parere favorevole dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare e il via libera del Comitato di Gestione.

Per il 2027 sono previste spese in conto capitale per 129 milioni di euro, di cui oltre 121,9 milioni destinati a lavori infrastrutturali e manutenzioni straordinarie. La quota più consistente riguarda Piombino: 92 milioni stanziati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy per la realizzazione della banchina Ovest della Darsena Nord, un intervento destinato a potenziare le infrastrutture portuali dello scalo. Altri 8,7 milioni sono riservati alla manutenzione straordinaria.

Le opere finanziate

L’Autorità portuale utilizzerà inoltre 15,4 milioni di entrate proprie per finanziare una serie di interventi. A Livorno figurano il secondo lotto del cunicolo per gasdotti e oleodotti, che dalla Darsena Toscana raggiungerà la Torre del Marzocco (4,5 milioni), il rifacimento della banchina Ponte Capitaneria (3 milioni), la riqualificazione e messa in sicurezza della viabilità pubblica (3,3 milioni) e l’ammodernamento degli impianti dei varchi doganali (1,5 milioni).

Sono previsti anche interventi minori, tra cui il restauro della galleria dei fucilieri del Forte di Bocca, una nuova sala operativa e alcune progettazioni portuali. Negli scali insulari sono programmati lavori a Rio Marina e Capraia, mentre a Portoferraio 1,36 milioni saranno destinati, attraverso una convenzione con il Comune, all’acquisto di un’area da utilizzare come parcheggio a servizio del porto.

Sul fronte delle entrate correnti, l’Autorità prevede di incassare 27 milioni dalle tasse portuali e di ancoraggio e 14,5 milioni dai canoni demaniali.

Il piano triennale e l’incognita delle risorse

Il Piano triennale delle opere pubbliche prevede complessivamente 530 milioni di investimenti, con 242,4 milioni programmati nel 2028 e 117,9 milioni nel 2029. L’obiettivo è migliorare l’accessibilità degli scali, potenziare le infrastrutture e rafforzare i collegamenti con le reti ferroviarie e stradali. Il problema, però, è la disponibilità dei finanziamenti. Il presidente dell’Autorità portuale, Davide Gariglio, ha richiamato l’attenzione sulla distanza tra le opere programmate e le risorse effettivamente disponibili: «La disponibilità dei fondi rappresenta una delle principali criticità, resa ancora più evidente dall’aumento dei prezzi, che ha fatto lievitare i costi di numerose opere, a partire dalla Darsena Europa», ha dichiarato.

Il presidente ha sottolineato la necessità di conciliare il programma degli investimenti con una gestione finanziaria prudente. Una preoccupazione condivisa anche dai componenti del Comitato di Gestione, che hanno apprezzato la definizione delle priorità infrastrutturali, evidenziando tuttavia la mancanza delle risorse necessarie a sostenere gli impegni di medio-lungo periodo. (redcm)

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