Con questo articolo T24 inaugura un viaggio in dodici tappe attraverso la Toscana, alla scoperta di progetti e iniziative che contribuiscono alla vita delle comunità locali. Storie di cultura, solidarietà e partecipazione, spesso lontane dai riflettori, nelle quali le banche di credito cooperativo svolgono un ruolo di sostegno al territorio.
Centoventimila presenze in tre anni per un teatro rimasto chiuso per quattro decenni. A Pontassieve il recupero del Cinema Teatro Italia, riaperto nel 2023, ha restituito alla cittadina un luogo di spettacolo e aggregazione. Un’operazione da 5,5 milioni di euro, sostenuta per 4 milioni dalla Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve e per 1,5 milioni dal Ministero della Cultura.
A raccontare la storia del teatro è Alessandro Tatini, presidente della cooperativa Don Maestrini, che oggi gestisce la struttura. Il Cinema Italia, punto di riferimento per la comunità locale fin dai primi del Novecento, aveva chiuso negli anni Ottanta. «Il teatro ha chiuso negli anni ’80 a causa delle nuove e stringenti normative sulla sicurezza introdotte a livello nazionale dopo la strage del cinema Statuto a Torino – spiega Tatini – Trattandosi all’epoca di un cinema parrocchiale, non c’erano le risorse per affrontare ristrutturazioni così imponenti».

La risposta del pubblico alla riapertura è stata significativa. In una cittadina di poco più di ventimila abitanti, le 120mila presenze registrate nel triennio testimoniano la capacità della struttura di richiamare spettatori anche dai comuni vicini. Tatini ricorda come Pontassieve sia storicamente un centro legato al lavoro dipendente e alle attività industriali, con una forte tradizione di socialità e associazionismo. La riapertura del teatro ha permesso di recuperare uno spazio di incontro rimasto inutilizzato per decenni.
Un investimento da 5,5 milioni di euro
Il recupero dell’edificio è stato possibile attraverso l’intervento della Bcc di Pontassieve e le risorse del bando ministeriale destinato alla riqualificazione delle sale storiche. Tatini definisce l’operazione una «lucida follia», per le dimensioni economiche dell’investimento rispetto alla realtà locale e per la scelta della banca di destinare risorse a un progetto culturale.
Oggi il Cinema Teatro Italia richiama spettatori da tutta la Valdisieve e dal Valdarno, compresi centri come Rignano, Dicomano e San Godenzo. La programmazione comprende proiezioni cinematografiche, attività dedicate alle scuole e stagioni teatrali con artisti di rilievo nazionale. Tra gli spettacoli che hanno registrato il tutto esaurito figurano quelli con Gianluca Guidi e Gianpiero Ingrassia, mentre il cartellone prevede anche la presenza di Massimo Lopez e Giulio Scarpati.
Biglietti accessibili e opportunità per i giovani
Uno degli obiettivi della gestione è mantenere accessibile l’offerta culturale. Il prezzo massimo del biglietto è fissato a 20 euro, con agevolazioni per i soci della banca, i soci Coop e gli anziani. È inoltre in fase di lancio l’abbonamento «Pro Famiglia», rivolto in particolare ai nuclei familiari numerosi.
La riapertura ha avuto anche ricadute sull’occupazione giovanile. Il teatro conta tre dipendenti fissi, tutti giovani laureati al DAMS o in discipline legate allo spettacolo, ai quali si affianca un gruppo di circa 40 under 30 impegnati nelle attività di accoglienza, guardaroba e assistenza in sala.
Per Tatini, il coinvolgimento dei giovani rappresenta uno degli aspetti più importanti del progetto, sia per le opportunità professionali offerte sia per le competenze necessarie alla gestione di una struttura che utilizza moderne tecnologie di proiezione digitale.
A quarant’anni dalla chiusura, il Cinema Teatro Italia è tornato così a svolgere una funzione culturale e sociale per Pontassieve e per un territorio più ampio, con una programmazione continuativa e una struttura capace di coinvolgere pubblici di età diverse.
Verdiana Corbianco
