Migliorare la viabilità urbana e interurbana: questo l’obiettivo del Fondo investimenti stradali nei piccoli Comuni 2026, che finanzia interventi di messa in sicurezza e manutenzione di strade comunali fino a 150mila euro lordi per ente. Le domande si possono presentare dal 10 novembre alle 12 fino al 30 novembre alle 12 sulla piattaforma telematica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La dotazione del Fondo per l’anno 2026 ammonta a 10 milioni di euro. In particolare, per i Comuni della Toscana saranno disponibili fino a 235mila euro totali quale importo massimo totale dei progetti.
L’ordine di arrivo delle pratiche non conta. La graduatoria premia i progetti con un livello di progettazione più avanzato e gli enti con minore incidenza del risultato di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza. Il contributo è a fondo perduto, copre le spese vive del cantiere e i costi di progettazione, ed è erogato in due tranche: il 50% dopo la comunicazione della stipula del contratto d’appalto, l’altro 50% al termine dei lavori, dopo la verifica della documentazione di rendicontazione.
Chi può partecipare, e per che cosa
Possono fare domanda solo i piccoli Comuni con una popolazione massima di 5.000 abitanti, calcolata sui dati definitivi Istat al 31 dicembre 2024. Non possono partecipare i Comuni che hanno già ottenuto fondi per le annualità 2023, 2024 o 2025, tranne quelli che nel 2025 hanno ricevuto un importo pari o inferiore al 50% di quanto richiesto. I Comuni nati da fusione possono accedere usando la denominazione estinta, rispettando comunque il limite di 5.000 abitanti.
Sono coperti i lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria delle strade comunali, gli interventi di ripristino, ammodernamento e messa in sicurezza di ponti e viadotti locali, e i costi di progettazione tecnica. Ogni progetto deve avere un quadro economico approvato e un Codice Unico di Progetto (Cup). Non sono finanziabili lavori su strade gestite da province o da enti diversi dal Comune richiedente. Sono escluse anche le strade che hanno già beneficiato di altre forme di sussidio pubblico. (lt)
