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03 giugno 2026

Darsena Europa, entro fine anno la gara per il terminalista. Via libera al Piano operativo dei porti dell’Alto Tirreno

Livorno, il presidente dell’Authority Davide Gariglio accelera sul bando per individuare il gestore della nuova infrastruttura.

L'ingresso del Canale industriale e della Darsena Toscana del porto di Livorno

L'ingresso del Canale industriale e della Darsena Toscana del porto di Livorno

L’individuazione del soggetto privato che completerà e gestirà la futura Darsena Europa entro la fine del 2026, il rilancio industriale di Piombino, il rafforzamento dei collegamenti con l’Arcipelago e una nuova governance basata sul confronto permanente con operatori e territori. Sono questi i punti cardine del Piano operativo triennale (Pot) 2026-2028 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, approvato all’unanimità dal Comitato di gestione.

Più che un semplice documento di programmazione, il nuovo Pot rappresenta la prima vera cornice strategica della gestione guidata dal presidente Davide Gariglio e definisce le priorità di sviluppo dei porti di Livorno, Piombino, Portoferraio, Rio Marina, Cavo e Capraia per i prossimi anni.

La partita della Darsena Europa

Al centro del piano resta la Darsena Europa, l’opera destinata a cambiare il volto del porto di Livorno e a rafforzarne il ruolo nel traffico container del Mediterraneo.

L’Authority è consapevole che la piena operatività della nuova infrastruttura andrà oltre l’orizzonte temporale del documento, ma individua una scadenza fondamentale: entro la fine dell’anno dovrà essere completato il percorso che porterà all’avvio delle procedure per la selezione dell’operatore privato chiamato a realizzare il terminal e a gestirlo una volta conclusi i lavori. Tradotto: entro la fine dell’anno l’Authority pubblicherà il bando e aprirà la gara, per la quale hanno manifestato interesse più operatori (alcuni formalmente, altri verbalmente).

“Tra i principali obiettivi vi è il completamento del percorso che dovrà condurre, entro la fine dell’anno, all’avvio delle procedure per l’individuazione dell’operatore privato cui affidare il completamento e la futura gestione del terminal container”, sottolinea Gariglio.

Si tratta di un passaggio decisivo per una delle opere infrastrutturali più importanti oggi in corso in Italia e destinata a determinare la competitività dello scalo livornese per i prossimi decenni.

I nuovi scenari globali

Il piano nasce in uno scenario internazionale profondamente diverso rispetto a quello di pochi anni fa. Le tensioni geopolitiche che interessano il Mar Rosso, il Medio Oriente e le principali rotte marittime mondiali stanno modificando gli equilibri logistici e riportando il Mediterraneo al centro degli scambi globali.

Per l’Autorità portuale il bacino mediterraneo non può più essere considerato una periferia dell’Europa, ma un’area strategica nella quale si concentrano le relazioni economiche tra il continente europeo, il Nord Africa e il Medio Oriente. In questo contesto i porti dell’Alto Tirreno sono chiamati a trasformarsi sempre più da semplici punti di transito delle merci a piattaforme logistiche, industriali ed energetiche di rilevanza nazionale.

Piombino secondo pilastro del sistema

Accanto a Livorno, il Pot individua in Piombino il secondo asse strategico di sviluppo. Lo scalo potrà contare su ampie aree disponibili, fondali profondi e nuovi accosti per attrarre investimenti nei settori della cantieristica, della logistica industriale, dell’energia e delle attività collegate alla transizione ecologica. La priorità immediata è rappresentata dal completamento delle infrastrutture portuali, a partire dalla nuova banchina nord, sostenuta da un investimento di 92 milioni di euro.

L’obiettivo dichiarato è trasformare Piombino in un ecosistema industriale avanzato capace di intercettare nuovi insediamenti produttivi e nuove attività logistiche.

Arcipelago, sostenibilità e continuità territoriale

Una parte importante del documento è dedicata agli scali dell’Arcipelago Toscano: Portoferraio, Rio Marina, Cavo e Capraia. Per questi porti la sfida è diversa rispetto a quella degli scali commerciali. Qui il tema centrale è garantire la continuità territoriale, migliorare i collegamenti marittimi e sviluppare un turismo sostenibile compatibile con la tutela ambientale e paesaggistica delle isole.

Gli Stati Generali del porto

La principale novità politica e amministrativa del Pot è però il metodo scelto dall’Authority. Il piano sarà accompagnato dagli Stati Generali del Sistema Portuale, il tavolo permanente di confronto annunciato da Gariglio nei mesi scorsi. L’organismo riunirà istituzioni, operatori economici, categorie e comunità portuale con il compito di monitorare l’attuazione del piano, verificare i risultati raggiunti e aggiornare, se necessario, le priorità strategiche.

L’idea è quella di superare la logica di un documento rigido e immutabile, adottando invece uno strumento capace di adattarsi all’evoluzione dei mercati, delle tecnologie e degli scenari internazionali.

“Il Pot non rappresenta un punto di arrivo ma l’avvio di un percorso di confronto e di assunzione di responsabilità”, afferma Gariglio. “I porti dell’Alto Tirreno dispongono di grandi potenzialità e il compito dell’Autorità portuale è creare le condizioni affinché tali opportunità possano tradursi in crescita economica, occupazione qualificata e sviluppo per i territori”.

È questa, in sintesi, la filosofia del nuovo piano: utilizzare i prossimi tre anni per preparare il sistema portuale dell’Alto Tirreno alle sfide della logistica europea del futuro, con la Darsena Europa come principale motore di sviluppo ma con una strategia che coinvolge l’intero sistema degli scali toscani. (em)

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