Il 2026 si sta rivelando un anno difficile per il vino toscano (-7,4% l’export del primo semestre che si è fermato a 543,6 milioni di euro, terza regione dopo Veneto e Piemonte), settore che già nel 2025 aveva mostrato i primi segnali di rallentamento. A certificare questi segnali c’è ora un’analisi sui bilanci di un campione di 130 cantine toscane (12 cooperative e 118 imprese private) con ricavi superiori a 1 milione di euro, che sono stati analizzati dal centro studi Management DiVino dello studio di consulenza veronese Studio Impresa, e presentati a Firenze in un incontro promosso dall’Accademia italiana della vite e del vino guidata da Rosario Di Lorenzo e dalla delegazione toscana dell’associazione ‘Le Donne del vino’, guidata da Donatella Cinelli Colombini. All’incontro ha partecipato la presidente del Consiglio regionale toscano, Stefania Saccardi.
Solo 28 aziende su 130 (il 21,5%) hanno aumentato la redditività
Il risultato è la tenuta dei ricavi aziendali nel 2025 (-0,2% rispetto al 2024, a 1,4 miliardi di euro) e il calo della redditività: il margine operativo lordo (ebitda), cioè l’utile prima di tasse, interessi, ammortamenti e svalutazioni, peggiora di due punti percentuali rispetto al 2024, fermandosi al 21,2%. Solo 28 aziende su 130 migliorano il margine operativo lordo. Se dal campione togliamo il gruppo Antinori, l’ebitda medio scende al 16,6% (rispetto al 19,1% del 2024). Anche la sostenibilità del debito peggiora leggermente: il rapporto tra posizione finanziaria netta e ebitda passa da 1,16 a 1,31, ma i dati positivi sono che il 25% delle imprese non ha indebitamento finanziario e che il patrimonio netto del campione cresce nel 2025 di 121 milioni (+3,9%), così come crescono le immobilizzazioni (+4,7%).
Chi fattura meno di 20 milioni guadagna meno
Infine, le dimensioni delle aziende hanno un impatto rilevante sui risultati: quelle con meno di cinque milioni di fatturato mostrano la maggior flessione dei ricavi (-3,8%) e la maggior flessione della redditività (-29,5% l’ebitda), che cala di oltre il 20% anche nelle aziende tra cinque e dieci milioni di fatturato e in quelle tra dieci e 20 milioni. L’ebitda medio di chi fattura meno di cinque milioni è l’8,3%, quello di chi fattura oltre 50 milioni (nel campione analizzato sono solo sei) supera il 27% nel 2025.
I vini rossi sono penalizzati nei consumi internazionali
“L’ebitda è calato per circa il 63% delle imprese analizzate – ha spiegato Luca Castagnetti di Studio Impresa, aggiungendo che 64 aziende hanno aumentato il fatturato e di queste 28 hanno migliorato il margine – ma il dato non va drammatizzato, alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, tipologia che caratterizza la maggior parte della produzione vitivinicola regionale. Per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia sui mercati, investimenti e creazione di valore”.
