Nel 2026 il 66,4% dei negozi toscani è in affitto e solo il 33,6% è di proprietà: è la stima di Confcommercio-Istituto Tagliacarne sui dati Mef-Omi e sull’archivio Asia-Istat, che calcola in Toscana 38.431 attività commerciali al dettaglio, di cui 25.508 in locali in affitto. La regione condivide con la Liguria la terza quota più bassa di proprietà, dietro Lazio (31,5%) e Campania (33,2%). Nelle otto grandi città considerate dallo studio, cioè Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo, Bologna e Firenze, il 69,8% dei negozi è in affitto e il 30,2% è di proprietà.
Per Franco Marinoni, direttore di Confcommercio Firenze, le imprese fiorentine sono “tra le più esposte in Italia ai costi di locazione“. Secondo il direttore, questo le rende più fragili “in un contesto di consumi deboli“: quando i margini si riducono e si deve sostenere anche l’affitto, oltre a utenze, personale, fiscalità e forniture, “la sopravvivenza dell’impresa può essere a rischio“. In Italia solo il 36,6% dei negozi è di proprietà, pari a poco più di un esercizio su tre: la Toscana si colloca 2,8 punti sotto la media nazionale, ma nessuna regione supera la metà di negozi di proprietà. Le quote più alte, dopo la Basilicata, sono in Calabria (44,9%) e Molise (43,4%).
Il tema degli affitti si collega anche al fenomeno dei negozi vuoti. Secondo la stima Confcommercio-Tagliacarne, in Italia i negozi sfitti raggiungeranno quota 458mila nel 2026, pari al 17% dell’offerta commerciale. La perdita economica è stimata in 53 miliardi di euro complessivi, circa 4,4 miliardi l’anno di mancati canoni di locazione. In Toscana una rilevazione Confcommercio dell’ottobre 2025 stimava 8.621 negozi sfitti, pari al 19,4% della rete commerciale considerata. Marinoni precisa che oggi non esiste una stima precisa su Firenze, e chiede un censimento aggiornato dei locali vuoti per capirne la distribuzione e individuare soluzioni di riutilizzo. La soluzione, secondo Confcommercio, non passa dalla contrapposizione tra proprietari e commercianti: servono canoni sostenibili, formule contrattuali adeguate e la possibilità di riutilizzo, anche temporaneo, degli spazi. (lt)
