Un robot "companion" durante un test al Centro RoboCom di Pontedera
Un operatore indossa una tuta dotata di sensori e un visore per la realtà virtuale. A pochi metri di distanza, un robot dalle sembianze umane si muove in perfetta sincronia, replicando ogni minimo gesto per imparare a svolgere un compito specifico o per essere guidato a distanza in scenari complessi. Questo succede a Pontedera, dove ha preso ufficialmente vita RoboCom, il Center on Robot Companions promosso da ARTES 4.0, il Centro di Competenza nazionale selezionato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). È in questo spazio che la robotica avanzata smette di essere una scommessa e si trasforma in un alleato concreto a supporto dell’economia reale. RoboCom è un laboratorio dove imprese e pubbliche amministrazioni potranno provare, confrontare, testare e validare le più avanzate tecnologie robotiche prima di decidere se fare l’investimento.
Il robot “social” supera la fase pilota e diventa realtà. Umanoidi, animaloidi e assistenti cognitivi escono dai laboratori di ricerca per integrarsi verticalmente nelle catene del valore industriali, nei corridoi della sanità, negli hub logistici e nel comparto dei servizi. A differenza delle macchine industriali tradizionali, pensate per operare entro perimetri produttivi definiti e spesso separati dall’uomo, i robot sociali o robot companion sono progettati per interagire e collaborare. Possono parlare, riconoscere volti, rispondere a stimoli contestuali e supportare attività di orientamento, assistenza, monitoraggio e relazione con il pubblico.

Il modello “prova prima di comprare” esteso a turismo e servizi
RoboCom è il primo centro in Italia di questo tipo e tra i pochi in Europa interamente orientati alla sperimentazione applicativa di robot companion e soluzioni di intelligenza artificiale integrate nei processi di percezione, controllo, interazione, analisi dei dati e supporto alle decisioni.
La vera svolta strategica del Centro di viale Piaggio, che si sviluppa su una superficie di circa 520 metri quadrati ed è già operativo in vista dell’inaugurazione autunnale, risiede nel principio del Test Before Invest, ovvero provare prima di investire. Finanziato con un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro, il centro mette a disposizione delle imprese 26 attrezzature fisiche avanzate per ridurre il rischio tecnologico, economico e operativo legato all’adozione di soluzioni ad alta complessità.
RoboCom testa la robotica destinata a settori cruciali e ad alto tasso di interazione umana, come sanità, educazione, retail, logistica, ospitalità, servizi pubblici. Nel settore sanitario, in particolare, sono già state mappate centinaia di esperienze internazionali di utilizzo in ospedali, strutture assistenziali, centri per anziani e contesti domiciliari. Durante la pandemia, più di 85 modelli di social robot sono stati impiegati nel mondo per la consegna di farmaci e pasti, il monitoraggio dei pazienti, la disinfezione degli ambienti, telepresenza e supporto psicologico. Il Centro non è vincolato a un singolo produttore, consentendo valutazioni comparative tra tecnologie diverse per trovare quella più coerente con le proprie esigenze.
Addestramento e AI generativa, la frontiera dei modelli visivi
Il salto di qualità della robotica relazionale e industriale è legato a doppio filo all’evoluzione dell’IA generativa. «Una sfida per il Centro — spiega Antonio Frisoli, presidente di ARTES 4.0 — è la verifica dell’effettiva capacità di programmare le nuove piattaforme avanzate di robotica umanoide per lo svolgimento di compiti reali nei contesti industriali, facendo uso dei più moderni modelli di intelligenza artificiale visiva, che consentono di addestrare i robot sulla base della presentazione di esempi».
Per abilitare queste macchine a percepire, muoversi e reagire in tempo reale ad ambienti dinamici e non strutturati – come la hall di un albergo o la corsia di un ospedale – RoboCom mette a disposizione scenari di sperimentazione molto diversi. Il Centro è stato dotato di un’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni in grado di validare e personalizzare i modelli di intelligenza artificiale, offrendo alle aziende per esempio busti bionici per la comunicazione uomo-macchina, sistemi di acquisizione 3D, tecnologie indossabili e visori immersivi per le teleoperazioni.

Il punto di forza della validazione legale ed etica
La scommessa di ARTES 4.0 capitalizza il network scientifico della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, eccellenza mondiale nella ricerca robotica, e punta a trasformare i vincoli regolatori e culturali in un punto di forza. Tutto ciò attraverso la validazione etica e legale della tecnologia fin dalla fase di progettazione, affiancandovi lo studio formale, l’ergonomia e il comportamento del robot per generare fiducia nell’operatore umano e facilitare il cambiamento in azienda.
«Con il Center on Robot Companions si apre una fase nuova per il trasferimento tecnologico nel nostro territorio», sottolinea Paolo Dario, direttore scientifico ed esecutivo Ad Interim di ARTES 4.0 e professore emerito della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. «Pontedera è da sempre un luogo in cui si incontrano industria, ricerca e visione del futuro: dalla grande tradizione manifatturiera alla nascita di competenze scientifiche di livello internazionale nella robotica. Questo Centro raccoglie tale eredità e la proietta verso la frontiera dei robot che entrano nei luoghi di lavoro, nei servizi e nella vita quotidiana».
Robocom si inserisce infatti in una rete più ampia di sedi e infrastrutture ARTES 4.0, con collegamenti con Palermo, Olbia e Jesi, e contribuisce al rafforzamento del Joint Lab attivato con CIM a Torino, dedicato alla robotica a supporto delle imprese manifatturiere.

Elena Pozzoli
