Giulio Mazzoli (il primo a destra), il ricercatore premiato
Un giovane ricercatore formato all’Università di Firenze tra i vincitori di uno dei più prestigiosi riconoscimenti italiani per la ricerca industriale. Giulio Mazzoli, 26 anni, ha ottenuto una delle quattro Borse di Studio Renato Ugo 2026 assegnate dall’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (Airi) ai migliori progetti di ricerca in ambito Stem.
La ricerca premiata utilizza simulazioni digitali avanzate e intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza di un processo industriale molto diffuso: l’elettrodeposizione del rame, impiegata in settori che vanno dall’elettronica alla gioielleria, fino agli accessori per la moda.
Attraverso modelli predittivi e tecniche di machine learning, il progetto punta a individuare in anticipo le condizioni ottimali di lavorazione, riducendo consumi energetici, utilizzo di materiali e tempi di sperimentazione. L’obiettivo è sostituire parte dei test empirici con simulazioni virtuali, limitando sprechi e costi produttivi.
Si tratta di una prospettiva particolarmente interessante anche per la Toscana, dove i processi galvanici sono ampiamente utilizzati nei comparti della moda, della pelletteria e degli accessori di alta gamma.
Le Borse Renato Ugo, giunte alla quinta edizione e promosse da Airi in collaborazione con Farmindustria e Fondazione Bracco, hanno un valore complessivo di 20 mila euro. I vincitori sono stati selezionati tra oltre cento candidature provenienti da tutta Italia.
«Dietro l’innovazione industriale ci sono innanzitutto persone, competenze e ricerca», commenta il presidente di Airi, Andrea Bairati. «Investire sui giovani ricercatori significa investire sulla sostenibilità e sulla competitività del sistema produttivo del Paese». (em)