Tre offerte vincolanti, tutte intorno ai 500 milioni di euro, per acquistare Deoleo, il gruppo spagnolo proprietario degli storici marchi di olio Carapelli e Bertolli. La lunga partita per il controllo di uno dei principali operatori mondiali dell’olio d’oliva entra nella fase decisiva. I tre candidati rimasti in gara sono il gruppo di origine italiana Coricelli, la cooperativa spagnola Dcoop e il gruppo oleario spagnolo Acesur. Tutti hanno depositato le proprie proposte entro la scadenza di lunedì 26 ottobre, fissata dai fondi CVC e Alchemy, azionisti di riferimento di Deoleo.
Secondo quanto riferisce il quotidiano economico spagnolo Cinco Días, citando fonti finanziarie vicine all’operazione, il consiglio di amministrazione di Deoleo UK, la holding britannica che controlla le attività operative del gruppo, dovrebbe riunirsi entro la fine della settimana per esaminare le offerte. A quel punto potrebbe essere individuato il candidato con cui avviare una trattativa in esclusiva già dalla prossima settimana, oppure potrebbero essere richiesti ulteriori chiarimenti sulle proposte. L’obiettivo resta quello di arrivare a una soluzione entro la fine dell’anno.
Coricelli in vantaggio, ma Dcoop e Acesur hanno rilanciato
La gara, avviata nei mesi scorsi, ha subito diversi cambiamenti. In una prima fase sembrava prevalere la cooperativa andalusa Dcoop, poi è stato il gruppo Coricelli a prendere l’iniziativa, portando la valutazione di Deoleo a 500 milioni di euro, debito compreso. Un’offerta superiore a quelle inizialmente avanzate dai concorrenti spagnoli.
Coricelli, gruppo con sede a Spoleto e che opera attraverso la holding Farmers Elite Global con sede a Siviglia, fa capo alla famiglia italiana guidata da Lorenzo Coricelli. Il gruppo controlla, tra le altre società, Aceites Abasa e Aceites GAC, oltre alle attività italiane sviluppate attraverso il marchio Pietro Coricelli.
Nelle ultime settimane, tuttavia, anche Dcoop e Acesur hanno migliorato le proprie proposte arrivando a pareggiare la valutazione economica di Coricelli. La competizione tra i tre pretendenti spiega il prolungamento di una procedura che inizialmente avrebbe dovuto concludere la selezione dell’acquirente già a settembre.
Coricelli conserverebbe comunque un vantaggio, legato soprattutto ai minori ostacoli che la sua acquisizione potrebbe incontrare sul fronte della concorrenza. Per Dcoop e Acesur, già fortemente presenti nel mercato dell’olio d’oliva, l’integrazione con Deoleo potrebbe infatti sollevare maggiori problemi antitrust, in particolare negli Stati Uniti, dove il gruppo spagnolo detiene posizioni importanti attraverso Bertolli.
La partita Carapelli e l’ipotesi sfumata di Bonifiche Ferraresi
La vendita di Deoleo è seguita con particolare attenzione anche in Toscana per il destino di Carapelli, marchio storico dell’industria olearia fiorentina con stabilimento a Sambuca Val di Pesa, oggi inserito nel gruppo spagnolo insieme a Bertolli, Carbonell, Koipe e altri marchi internazionali.
Nelle prime fasi della procedura era emersa anche l’ipotesi di un’operazione che coinvolgesse Bf, il gruppo quotato a Milano che controlla Bonifiche Ferraresi. BF era stata indicata tra i soggetti interessati alla partita Deoleo e si era prospettata la possibilità di una suddivisione delle attività tra diversi operatori, con Carapelli destinata a un’acquisizione separata.
Lo scenario appare oggi diverso. Le tre offerte vincolanti riguardano l’acquisizione del gruppo Deoleo e, secondo le indiscrezioni raccolte dalla stampa spagnola, una delle condizioni poste dai venditori è proprio la capacità dell’acquirente di mantenere insieme tutti i marchi attualmente controllati. (cm)
