Lo stabilimento Carapelli a Sambuca Val di Pesa
È battaglia per il controllo di Deoleo, il gruppo spagnolo leader mondiale nell’olio d’oliva che possiede, tra gli altri, due storici marchi toscani, Carapelli e Bertolli. E quando l’operazione sembrava ormai indirizzata verso la cooperativa andalusa Dcoop, è arrivato il rilancio italiano.
Pietro Coricelli ha messo sul tavolo 500 milioni di euro, superando l’offerta da 470 milioni attribuita a Dcoop, e ha chiesto agli azionisti di Deoleo l’esclusiva della trattativa fino al closing. La controfferta sarebbe stata presentata il 15 agosto, dopo che Kpmg, uno degli advisor insieme a William Blair, aveva comunicato al gruppo italiano l’esclusione dal processo. La stampa spagnola considera adesso quella di Coricelli la proposta economicamente più alta.
Il rilancio rimette completamente in discussione anche il futuro dei due marchi toscani. Nell’ipotesi Dcoop, infatti, Carapelli sarebbe passata a BF, il gruppo sviluppatosi intorno a Bonifiche Ferraresi, mentre Bertolli sarebbe stata ceduta alla spagnola Acesur. Se invece prevalesse Coricelli, questo schema verrebbe meno e i due marchi potrebbero restare nel portafoglio di una Deoleo passata sotto controllo italiano.
La partita, però, non è chiusa. Deoleo ha comunicato alla Cnmv, l’autorità spagnola di vigilanza sui mercati, che i suoi azionisti stanno valutando diverse alternative strategiche, compresa la vendita totale o parziale delle attività, ma che non è stata presa alcuna decisione definitiva.
Deoleo, il colosso spagnolo dell’olio
Deoleo è un gruppo spagnolo con sede legale ad Alcolea, Cordova, in Andalusia, e quartier generale nell’area di Madrid. Nel suo portafoglio figurano alcuni dei marchi più conosciuti al mondo nel settore dell’olio, fra cui Carbonell, Carapelli e Bertolli. Nel 2025 il gruppo ha realizzato circa 820 milioni di euro di ricavi, con un Ebitda di 50 milioni e un utile netto vicino ai 20 milioni. Conta oltre 600 dipendenti e commercializza i propri prodotti in decine di Paesi.
Dietro la vendita c’è soprattutto la volontà dei principali azionisti finanziari, i fondi CVC e Alchemy, di valorizzare l’investimento dopo il risanamento del gruppo. Deoleo ha attraversato anni difficili, segnati da perdite e forte indebitamento, ma negli ultimi esercizi i conti sono nettamente migliorati.
È in questo contesto che gli azionisti hanno avviato, con William Blair e Kpmg come advisor, il processo di vendita. Sul tavolo non c’è necessariamente soltanto la cessione dell’intera Deoleo: il processo contempla anche la vendita separata di singoli asset e marchi.
Carapelli e Bertolli, due marchi nati in Toscana
La Toscana ha un interesse diretto nella partita proprio per la presenza nel portafoglio Deoleo di Carapelli e Bertolli, due nomi storici dell’industria alimentare regionale.
Carapelli nasce a Montevarchi nel 1893 e sviluppa successivamente la propria attività nell’area fiorentina. Dopo diversi passaggi proprietari, nel 2006 viene acquisita dalla spagnola SOS Corporación Alimentaria, che nel 2011 prenderà il nome Deoleo. Nello stabilimento di Sambuca, nel comune di Barberino Tavarnelle, Carapelli occupa 130 dipendenti diretti, fatturando circa 365 milioni di euro. Lo stabilimento ha una capacità produttiva superiore ai 100 milioni di litri di olio all’anno, in larga parte destinati all’esportazione.
Bertolli nasce invece a Lucca nel 1865, dalla bottega aperta da Francesco e Caterina Bertolli, e diventa nel tempo uno dei marchi italiani dell’olio più conosciuti a livello internazionale. Dopo il passaggio sotto il controllo di Unilever, nel 2008 le attività Bertolli nell’olio vengono acquistate da SOS, già proprietaria di Carapelli. Da allora i due marchi toscani convivono nello stesso gruppo, diventato poi Deoleo.
L’iniziale vantaggio di Dcoop (con Bf su Carapelli)
Nelle ultime settimane Dcoop sembrava essersi portata davanti agli altri pretendenti con un’offerta da 470 milioni di euro. Dcoop è un grande gruppo cooperativo agroalimentare spagnolo con sede ad Antequera, in provincia di Malaga, in Andalusia. Opera nell’olio d’oliva, ma anche nelle olive da tavola, nel vino, nella frutta secca e in altre produzioni agricole. Nel 2024 ha registrato circa 1,67 miliardi di euro di fatturato, oltre la metà realizzato fuori dalla Spagna.
Il progetto attribuito a Dcoop non prevederebbe però di mantenere invariato il perimetro di Deoleo. Secondo le indiscrezioni circolate sulla stampa italiana e spagnola, dopo l’acquisizione Carapelli verrebbe ceduta a BF e Bertolli alla spagnola Acesur.
BF è uno dei principali gruppi agroindustriali italiani, quotato a Piazza Affari. Sviluppatosi intorno a Bonifiche Ferraresi, la maggiore azienda agricola italiana per superficie utilizzata, opera lungo l’intera filiera agroalimentare, dalle coltivazioni alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti fino ai servizi tecnologici per l’agricoltura.
Lo scenario Dcoop comporterebbe quindi lo spacchettamento dei due storici marchi toscani: Carapelli tornerebbe sotto controllo italiano attraverso BF, mentre Bertolli passerebbe a un altro operatore spagnolo.
Coricelli rilancia a 500 milioni
Quando la gara sembrava indirizzata verso gli spagnoli è arrivato il colpo di scena di Ferragosto. Pietro Coricelli, uno dei maggiori gruppi oleari italiani, avrebbe presentato il 15 agosto una nuova proposta da 500 milioni di euro, accompagnandola con la richiesta di ottenere l’esclusiva della trattativa. Sulla base delle cifre emerse finora, è l’offerta economicamente più elevata.
Coricelli è un’impresa familiare fondata a Spoleto nel 1939, oggi arrivata alla terza generazione e specializzata nella produzione e commercializzazione degli oli. Ha una forte presenza internazionale, comprese attività industriali in Spagna, e nel 2025 ha realizzato 389 milioni di euro di ricavi.
Se Coricelli riuscisse ad acquisire Deoleo nel suo complesso, lo scenario cambierebbe radicalmente: salterebbe il progetto Dcoop-BF-Acesur e Carapelli e Bertolli potrebbero restare insieme nel portafoglio Deoleo, questa volta sotto il controllo di un gruppo oleario italiano.
La partita resta aperta
Il rilancio a 500 milioni, tuttavia, non significa che Coricelli abbia già vinto. Non risulta al momento un’aggiudicazione definitiva e resta da vedere se gli azionisti concederanno l’esclusiva richiesta dal gruppo umbro oppure se Dcoop deciderà a sua volta di migliorare la propria proposta.
È questo che rende superate le indiscrezioni che nei giorni scorsi davano sostanzialmente per definito il futuro di Carapelli. Il passaggio a BF resta uno degli scenari sul tavolo, non un’operazione conclusa.
Le due ipotesi principali sono profondamente diverse. Con Dcoop, Deoleo verrebbe acquisita dagli spagnoli e successivamente Carapelli e Bertolli prenderebbero strade separate, verso BF e Acesur. Con Coricelli, invece, i due marchi potrebbero restare insieme all’interno di Deoleo, ma sotto controllo italiano. E rimane possibile una terza strada, perché i venditori hanno lasciato aperta anche l’ipotesi della cessione separata di singoli asset. (em)
