Un presidio di lavoratori del calzaturificio Farida
Si avvicina un passaggio decisivo per la vertenza del Calzaturificio Farida di Chiusi, storica azienda della moda toscana con oltre cinquant’anni di attività, specializzata nelle produzioni di alta gamma per i grandi marchi del lusso. Lunedì 24 agosto i lavoratori torneranno a mobilitarsi con un volantinaggio durante il mercato settimanale di Chiusi Scalo. Il giorno successivo, martedì 25, la vertenza tornerà invece sul tavolo della Regione Toscana, questa volta per affrontare la questione dell’apertura di una procedura di licenziamento collettivo. La crisi riguarda 21 lavoratori e si è aggravata rapidamente nel corso dell’anno. A marzo l’azienda, che ha lo stabilimento principale a Chiusi e un’unità produttiva a Scandicci, aveva comunicato le difficoltà legate alla pesante crisi attraversata dal sistema moda e all’instabilità internazionale. La vicenda era approdata già il 30 marzo al tavolo regionale per le crisi aziendali: allora l’obiettivo dichiarato era ancora quello di accompagnare Farida verso un possibile rilancio e salvaguardare l’occupazione.
Dal tentativo di rilancio al concordato
In pochi mesi lo scenario è però radicalmente cambiato. A giugno è emersa la presentazione di un concordato liquidatorio e la Filctem Cgil ha denunciato il mancato pagamento degli stipendi, parlando già allora di lavoratori senza retribuzione da due mesi.
La vertenza è proseguita durante l’estate. A fine luglio l’amministratrice delegata Manila Dalbello, intervenendo sulla vicenda, aveva respinto alcune contestazioni del sindacato e sostenuto che il blocco degli stipendi non dipendesse dall’azienda, ribadendo la disponibilità al confronto. Ora, tuttavia, l’apertura della procedura di licenziamento collettivo porta la crisi alla sua fase più delicata.
Secondo la Filctem Cgil, i dipendenti continuano infatti a non ricevere le retribuzioni arretrate e devono affrontare contemporaneamente la prospettiva della perdita definitiva del posto di lavoro. Il sindacato chiede all’azienda di assumersi le proprie responsabilità, a cominciare dal pagamento degli stipendi dovuti, e alle istituzioni di ricercare ogni soluzione ancora possibile per tutelare occupazione e reddito.
Lunedì la mobilitazione, martedì il tavolo
Il volantinaggio del 24 agosto al mercato di Chiusi Scalo punta perciò a coinvolgere anche la comunità locale. Per la Cgil la crisi di Farida non riguarda soltanto i dipendenti e le loro famiglie, ma rappresenta un nuovo colpo al tessuto produttivo della Valdichiana senese e a un comparto, quello della moda, che attraversa da tempo una fase di forte difficoltà.
Il confronto decisivo si sposterà il giorno successivo in Regione. Martedì 25 agosto sarà affrontata in sede istituzionale l’apertura della procedura di licenziamento collettivo: un passaggio che rischia di segnare l’epilogo produttivo e occupazionale di un’azienda presente sul territorio da oltre mezzo secolo. (em)
