Cresce la preoccupazione dei sindacati per il futuro dei lavoratori di The Italian Sea Group. Dopo il tavolo di crisi convocato in Regione Toscana nella mattina di mercoledì 12 agosto, Fim, Fiom e Uilm denunciano una «continua erosione e perdita di posti di lavoro» provocata dal protrarsi dell’incertezza e chiedono che qualsiasi soluzione per il futuro del gruppo garantisca occupazione e unità aziendale. «L’occupazione a Massa Carrara non si tocca», avvertono le tre sigle.
All’incontro hanno partecipato i commissari nominati dalla procedura, la sindaca di Carrara Serena Arrighi, il consigliere regionale Valerio Fabiani, l’Autorità portuale e l’azienda. Assente, sottolineano i sindacati, il presidente di Tisg Giovanni Costantino.
Una delle questioni più urgenti riguarda come proteggere il reddito dei lavoratori nella fase di crisi. Fim, Fiom e Uilm contestano l’utilizzo delle ferie per fronteggiare la riduzione dell’attività: «Le ferie non possono in alcun modo essere utilizzate in sostituzione degli ammortizzatori sociali». Nei prossimi giorni è previsto un nuovo confronto con l’azienda per individuare lo strumento da attivare. I sindacati chiedono inoltre garanzie sull’anticipo dell’ammortizzatore sociale e sul regolare pagamento delle spettanze di fine rapporto ai lavoratori già usciti.
Un punto particolarmente delicato riguarda la concessione portuale del cantiere di Marina di Carrara. Secondo quanto riferiscono Fim, Fiom e Uilm, l’Autorità portuale ha ricordato al tavolo che la proroga della concessione fino al 2072 è vincolata al mantenimento del livello occupazionale registrato al momento della proroga e alla realizzazione di ulteriori investimenti per circa 10 milioni di euro. Per i sindacati si tratta di «un presidio fondamentale» a tutela dei posti di lavoro.
È in questo quadro che si inserisce la procedura competitiva per trovare nuovi investitori, emersa nei giorni scorsi e ora confermata al tavolo regionale. Le strade possibili sono due: uno share deal, cioè l’acquisizione delle quote della società, che continua quindi a esistere con il proprio patrimonio, i contratti e le attività; oppure un asset deal, nel quale vengono acquistati direttamente tutti o alcuni beni e attività dell’azienda, per esempio stabilimenti, cantieri, marchi o altri rami aziendali. Questa seconda soluzione può dunque comportare anche una cessione separata di parti del gruppo. Le eventuali manifestazioni d’interesse saranno valutate sotto il controllo degli organi commissariali.
La partita vede per ora due manifestazioni d’interesse per l’intero complesso aziendale. La prima fa capo al Polo Nautico Carrara, progetto al quale partecipa Sanlorenzo; la seconda a Sri Global Limited, holding controllata da Giulio Gallazzi e partecipata da Finvacchi di Bernardo Vacchi. Sul dossier si sono inoltre affacciati operatori della nautica interessati soprattutto a singoli asset, fra i quali Baglietto e Azimut Benetti.
Ed è proprio la possibilità di una cessione per parti a rendere centrale la richiesta sindacale sull’unitarietà di Tisg: nella procedura è prevista infatti anche l’ipotesi dell’asset deal. Fim, Fiom e Uilm chiedono che qualunque soluzione venga scelta non produca un’ulteriore riduzione dell’occupazione né una frammentazione dell’attuale struttura industriale.
Il tavolo regionale è stato aggiornato al 4 settembre. Fino ad allora, assicurano le organizzazioni sindacali, «l’attenzione rimarrà ai massimi livelli». (em)
