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20 ottobre 2026

Manifattura e Ia, ecco misure e bandi del piano di reindustrializzazione da 120 milioni della Regione

Dall’internazionalizzazione al digitale, passando per i distretti tecnologici, la svolta di Sici e il nuovo fondo Fort.

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Misure e bandi per guidare il rilancio manifatturiero della Toscana, tra sostegno all’innovazione nell’industria e incentivi all’introduzione delle nuove tecnologie – con particolare attenzione all’intelligenza artificiale – e contrastare i rischi di deindustrializzazione nei settori chiave del tessuto produttivo: è il piano illustrato oggi dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore all’economia Leonardo Marras, definito nell’ambito del percorso di concertazione svolto negli ultimi mesi con le parti sociali.

Un piano in nove punti operativi – comprese mosse già elaborate da Palazzo Strozzi Sacrati – finanziato con residui Fesr non ancora impegnati e risorse del bilancio regionale: l’impianto complessivo si inserisce nella fase conclusiva della programmazione dei fondi comunitari Fesr, che prevede un’erogazione stimata in circa 400 milioni di euro nei prossimi 40 mesi, di cui oltre 100-120 milioni concentrati sulla nuova manovra straordinaria.

“La reindustrializzazione è il concetto fondamentale”

A giudizio di Giani il nuovo piano, parzialmente anticipato in occasione del convegno del 19 ottobre promosso dalla Camera di commercio di Firenze, favorirà “un processo di ristrutturalizzazione, di reindustrializzazione, di valorizzazione della manifattura. L’idea e la strategia che noi abbiamo per il futuro in Toscana è quella di una regione che sappia far valere la forza della multidirezionalità del suo sistema economico, produttivo, sociale, che possa quindi non essere solo la regione attrattiva sul piano culturale e turistico, ma una regione che invece punta a uno sviluppo che abbia come perno l’istituzione pubblica”.

Il concetto fondamentale, secondo il governatore, “è quello della reindustrializzazione: proprio per questo costruiremo un fondo specifico anche con risorse che possano attivare quegli investimenti che da un lato riqualificano, dall’altro propongono nuovi interventi”. Per Marras la dotazione di 120 milioni è “robusta” e “capace di orientare il sistema economico”, perché “imposta una politica industriale della Regione, centrando sulla manifattura questa manovra senza dimenticarsi dei servizi e del turismo che hanno il ruolo che hanno rispetto alla nostra economia”.

Già pronto il primo bando per l’internazionalizzazione

Il piano predisposto dalla Giunta regionale si sviluppa attraverso nove direttrici di intervento definite, suddivise tra incentivi diretti, strumenti di ingegneria finanziaria e riforme di governance. Particolare rilevanza assume, secondo Marras, la strategia di proiezione sui mercati esteri, accompagnata da elementi di flessibilità gestionale previsti per mitigare l’impatto delle crisi geopolitiche internazionali. “Abbiamo ieri approvato in giunta il primo bando di questa serie di misure, da 15 milioni, anche con un incentivo verso nuovi mercati, assecondando i grandi accordi dell’Unione Europea verso il Mercosur e l’India“.

Nelle prossime settimane, hanno spiegato Giani e Marras, saranno varati anche gli altri bandi, con una cadenza modulata in maniera da evitare un surmenage burocratico a carico di Sviluppo Toscana. In programma figurano un bando Filiera Moda e Oro (9 milioni di euro), con una procedura semplifcata rispetto ai precedenti interventi che accorpavano innovazione e investimenti produttivi; un bando per il sostegno alle Pmi del Turismo, in stretta sinergia con la Banca Europea degli Investimenti (Bei), volta all’abbattimento dei tassi di interesse e all’agevolazione dell’accesso al credito per gli investimenti nelle strutture turistiche; un bando Impresa Digitale e Ia (21 milioni di euro) concentrato sulla micro-digitalizzazione e sul trasferimento tecnologico nelle Pmi, ponendo l’Ia come fulcro dei processi di innovazione aziendale.

Fondo Fort per la reindustrializzazione

Il piano prevede poi l’istituzione del Fondo per la Reindustrializzazione della Regione Toscana (Fort), con 2,2 milioni di euro più altri 24 di economie correlate): lo strumento è destinato a sostenere i progetti di investimento e riqualificazione nelle aree diffuse di crisi industriale di interesse nazionale e regionale. Include una componente dedicata alla ricerca e sviluppo, e si affianca a una misura correlata da 24 milioni di euro generata da economie di gestione. Sette milioni sono invece dedicati al potenziamento dei distretti tecnologici (4 milioni) e Centri commerciali naturali (3 milioni) per il sostegno al commercio diffuso.

Altri pilastri del piano riguardano la finanza d’impresa, a partire dall’acquisizione del capitale di Sici da parte della Regione per trasformarla in un soggetto in-house di riferimento, capace di provvedere al capitale di rischio per startup innovative (con una dotazione fino a 24 milioni di euro). Un altro strumento finanziario da circa 9-10 milioni di euro, gestito tramite Sici, sarà dedicato a favorire le operazioni di capitalizzazione e le aggregazioni aziendali tra le Pmi della moda, allo scopo di rafforzarne la dimensione critica e la competitività.

Le riforme a costo zero (anche con le partecipate)

La Regione ha annunciato quindi un pacchetto di riforme – alcune già in corso – a costo zero per il bilancio regionale che prevede la costituzione di una Cabina di regia sull’internazionalizzazione con Unioncamere e categorie economiche; il potenziamento dello strumento informativo per la divulgazione capillare dei bandi; il riordino delle partecipate con Fidi Toscana trasformata in banca pubblica di promozione, Sviluppo Toscana in agenzia di servizi per le imprese e, come detto, Sici in soggetto in-house; la nuova disciplina regionale per la prevenzione e l’anticipazione delle crisi aziendali, grazie a strumenti di monitoraggio con le Camere di commercio e Fidi Toscana; la semplificazione delle normative regionali su artigianato, cooperazione e commercio.

Sul versante delle infrastrutture territoriali, la Regione garantisce l’operatività della Zona Logistica Semplificata (Zls) attiva sull’asse portuale e retroportuale, affinché il tessuto produttivo e le infrastrutture collegate (a partire dall’asse portuale e retroportuale) possano sfruttare appieno tutte le potenzialità operative, fiscali e procedurali offerte dal perimetro logistico. Per l’attivazione e la piena operatività di Zes e Zai, la Regione è in attesa che la normativa nazionale e comunitaria si esprima in modo definitivo, per recepire ed estendere sul territorio toscano le agevolazioni non appena il quadro legislativo sarà consolidato.

Nasce una commissione ad hoc in Consiglio regionale

Si muove anche Palazzo del Pegaso: sarà la consigliera Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia, la presidente della nuova commissione istituzionale del Consiglio regionale per l’analisi delle dinamiche di deindustrializzazione in Toscana e degli effetti delle crisi industriali sul sistema produttivo regionale. “Sarà la politica a uscire dal palazzo, incontrerà sui territori, nelle varie province, le associazioni di categoria, i sindacati, gli industriali”, ha affermato La Porta, sottolineando di voler combattere la deindustrializzazione con “politiche regionali serie come l‘accesso al credito, il sostegno alle imprese, la formazione di qualità. E aiutare e stare vicino a chi si alza ogni giorno per andare al lavoro e cerca di creare ricchezza per la nostra regione”.

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