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20 ottobre 2026

Il Senegal cerca investimenti, nuove opportunità per le imprese toscane

Dall’edilizia alla meccanica, dall’agroindustria all’energia: i settori più promettenti del Paese africano. A Firenze il confronto promosso da Confindustria Toscana Centro e Costa con l’ambasciatore senegalese. Investimenti, incentivi e rischi per le aziende italiane.

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Un’economia in espansione, grandi progetti infrastrutturali e una crescente domanda di tecnologie e competenze industriali. Il Senegal si propone come un mercato interessante per le imprese toscane, soprattutto nei settori dell’edilizia, della meccanica, dell’agroindustria, dell’energia e della logistica. Non soltanto per la domanda interna, ma anche per la possibilità di utilizzare Dakar come piattaforma commerciale e produttiva verso gli altri Paesi dell’Africa occidentale.

Le opportunità sono state al centro dell’incontro Orizzonte Senegal: nuove rotte di crescita per le imprese italiane, organizzato a Firenze da Confindustria Toscana Centro e Costa, con la partecipazione dell’ambasciatore senegalese in Italia, Ngor Ndiaye, e di imprenditori italiani già presenti nel Paese.

Un’economia in crescita e nuovi investimenti

Secondo la guida elaborata da Confindustria, nel 2025 il Pil senegalese è cresciuto del 6,7%, trainato soprattutto dall’avvio della produzione di petrolio e gas. Il Paese conta circa 19 milioni di abitanti, con un’età mediana di appena 19,6 anni e una popolazione aumentata del 25,9% nell’ultimo decennio.

L’ambasciatore Ndiaye ha indicato tra i comparti più promettenti quello immobiliare, interessato da un’espansione sostenuta da gare d’appalto pubbliche e investimenti privati, anche nelle strutture ricettive. Altre opportunità riguardano la meccanica, le tecnologie e le attività collegate agli idrocarburi.

Tra i principali progetti infrastrutturali figurano il nuovo porto di Ndayane, il potenziamento della rete stradale, lo sviluppo di poli agroindustriali e il collegamento ferroviario Dakar–Thiès, ancora in fase di studio.

Il Senegal come porta dell’Africa occidentale

Come ha illustrato Niccolò Tendi, presidente di CIAO Africa e direttore generale di Irritec Sénégal, il vantaggio del Senegal è anche la sua collocazione strategica. L’appartenenza alle organizzazioni economiche regionali consente alle imprese che producono localmente, rispettando le regole di origine, di accedere a un mercato più ampio. Secondo i dati SACE riportati da Confindustria, nel 2025 l’export italiano verso il Senegal ha raggiunto 253,1 milioni di euro, mentre le importazioni sono salite a 619,2 milioni, soprattutto per effetto del petrolio. La quota italiana sul mercato senegalese è ancora limitata all’1,7%.

Per favorire nuovi insediamenti, il Senegal ha adottato nel 2025 un Codice degli Investimenti che prevede incentivi e semplificazioni amministrative. Le imprese italiane possono inoltre ricorrere agli strumenti di SIMEST, SACE e CDP, dai finanziamenti agevolati alle garanzie per l’export, fino alle partecipazioni al capitale delle società estere.

Le esperienze delle imprese italiane

All’incontro, aperto dal vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Stefano Gabbrielli, sono intervenute anche aziende già operative in Senegal: Scova Impianti e Irritec nel settore delle acque e dell’irrigazione, Cairepro e Caire Africa nell’ingegneria, Sodimax nella logistica. Per quanto riguarda Confindustria, Irene Rosadini ha illustrato gli incentivi disponibili mentre Angelo Arcuri ha tracciato lo scenario generale delle opportunità di investimento nel Paese africano. (redcm)

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