Oggi, 5 ottobre 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
Territori

05 ottobre 2026

Crisi aziendali, ecco la legge regionale (e un fondo da 10 milioni per emergenze occupazionali)

La proposta illustrata alla stampa approderà presto in Giunta per poi essere trasmessa al Consiglio regionale.

Featured image

Come preannunciato a luglio dal presidente Eugenio Giani – nell’ambito delle misure discusse al tavolo con i sindacati -, la Regione Toscana lavora a una legge per codificare in modo organico il proprio modello di gestione e prevenzione delle crisi aziendali. La proposta, illustrata alla stampa dallo stesso Giani e dagli assessori Alberto Lenzi, Leonardo Marras e dal consigliere speciale Valerio Fabiani, approderà prossimamente in Giunta per poi essere trasmessa al Consiglio regionale.

“Un provvedimento che introduca nuove leve per fronteggiare le emergenze occupazionali, per prevenirle, per attrarre nuovi investitori”, così lo ha definito Giani. L’idea dichiarata è quella di venire incontro a un tessuto produttivo di piccole e medie imprese che non presentano i criteri per l’apertura di tavoli nazionali, richiedendo strumenti di gestione interamente radicati sul territorio regionale. La novità principale è l’istituzione di un Fondo regionale per la gestione delle emergenze occupazionali, finanziato nell’immediato con 10 milioni di euro: le risorse saranno destinate alle misure per la ricollocazione o il reinserimento occupazionale dei lavoratori coinvolti nelle crisi.

I numeri delle crisi aziendali in Toscana

Secondo l’ultimo aggiornamento del report dell’Unità di Crisi Lavoro, dall’inizio dell’attuale legislatura sono stati 62 i casi risolti positivamente (o con soluzioni occupazionali parziali), a tutela di 7.500 lavoratori. Venti invece i casi di crisi aziendali attive o di recente convocazione del tavolo regionale di negoziato, che coinvolgono complessivamente 7.350 lavoratori in organico, incluso l’indotto. In transizione, con possibili sviluppi positivi, ci sono 7 vertenze (720 lavoratori), mentre 24 sono i tavoli di monitoraggio preventivo (oltre 6mila lavoratrici e lavoratori coinvolti). Infine sono 18 i tavoli chiusi (700 lavoratori), per i quali è attivo l’impegno regionale alla ricollocazione.

Un monitoraggio per prevenire le crisi d’impresa

Accanto agli strumenti per le crisi “conclamate”, peraltro, la Regione ha attivato misure per prevenire la crisi d’impresa e risolverla prima che diventi irreversibile. “Lo ha fatto dando indirizzi a Fidi Toscana e approvando un protocollo con Unioncamere“, spiega Marras, evidenziando che attraverso Fidi Toscana e il coordinamento con Unioncamere sarà possibile utilizzare al meglio strumenti quali la composizione negoziata e l’accordo di ristrutturazione del debito per consentire all’impresa di affrontare la difficoltà temporanea, “e ricollocarsi sul mercato in condizioni di competitività – sostiene – riacquisita anche attraverso l’accesso ad aiuti specifici previsti dalla programmazione Fesr e dal bilancio regionale”.

Oltre al fondo, altro punto cardine della proposta è il potenziamento degli strumenti per la prevenzione e il monitoraggio permanente delle crisi d’impresa, per intervenire prima che lo stato di difficoltà aziendale diventi irreversibile: Arti, l’Agenzia regionale per il lavoro, metterà a punto servizi specifici innanzitutto attraverso la formazione, per accompagnare il tentativo di rilancio delle aziende in difficoltà e scongiurare eventuali esuberi. Soprattutto in caso di ricollocazione esterna, l’obiettivo è operare per salvaguardare saperi e competenze collettive dei gruppi di lavoratori investiti dagli effetti delle vertenze.

L’area dei lavoratori stagionali, precari o dell’indotto sarà pienamente presa in carico dalla Regione, come avvenuto negli ultimi anni, al pari del personale diretto. Altre misure riguardano il rafforzamento delle attività di scouting pubblico e accompagnamento istituzionale per attirare nuovi investimenti e rilanciare i siti produttivi in caso di cessazione delle attività, la promozione e il sostegno dei percorsi di Workers buyout (rigenerazione di un’impresa attraverso l’acquisizione da parte dei lavoratori), il richiamo e la valorizzazione del principio della Responsabilità sociale d’impresa. (lt)

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Territori

05 ottobre 2026

Avanti con la terza corsia A1: attiva nel 2027 la nuova galleria di San Donato

Leggi tutto
Territori

05 ottobre 2026

Piancastagnaio, la CO2 geotermica diventa materia prima: nuovo impianto da 100mila tonnellate

Leggi tutto
Territori

05 ottobre 2026

Economia civile, fra le buone pratiche d’impresa premiate dal Festival c’è una coop di San Godenzo

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci
‌