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15 luglio 2026

In bilico il progetto di Metinvest (che è in ritardo), avviata la ricerca del partner per Piombino

Ritardo di dieci mesi, serve un finanziatore o la pace in Ucraina. Sarà rivisto l’accordo quadro per l’occupazione.

Leonardo Testai
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Un ritardo di dieci mesi sulla tabella di marcia, ma il rischio è quello di dover abbandonare anzitempo: lo stato di avanzamento del progetto di acciaieria green proposto da Metinvest Adria a Piombino, oggetto dell’accordo di programma firmato un anno fa, preoccupa istituzioni e sindacati. Il nodo, secondo quanto emerso negli incontri al Mimit dedicati al futuro del progetto Metinvest Adria e alla revisione dell’accordo quadro sottoscritto per la gestione dell’occupazione fra Metinvest e Jsw, è l’investitore partner capace di assicurare un finanziamento per l’impianto alla luce dei rischi legati alla guerra in Ucraina.

Le ragioni di un ritardo di quasi un anno

Il ritardo di dieci mesi, secondo quanto emerso al tavolo del ministero per le Imprese e il Made in Italy, sarebbe imputabile a responsabilità burocratiche o amministrative e alle garanzie finanziarie di Metinvest. L’amministratore delegato di Metinvest Adria, Luca Villa, secondo i resoconti di parte sindacale, ha illustrato i principali nodi ancora irrisolti, evidenziando che il percorso resta condizionato da questioni determinanti: il mancato rilascio delle autorizzazioni regionali, la necessità di garantire la continuità delle concessioni demaniali, le forti preoccupazioni manifestate dagli istituti bancari in relazione al conflitto in Ucraina, che stanno rendendo necessaria la ricerca di un nuovo soggetto investitore capace di rafforzare la sostenibilità finanziaria dell’operazione, la mancata formalizzazione della nomina dei commissari e del comitato esecutivo.

“I permessi per la costruzione dell’impianto sono attesi entro la fine di settembre – ha dichiarato Villa in una nota -, dopodiché il Mase dovrà procedere alla ratifica del decreto operativo. L’iter dovrebbe concludersi entro fine anno, con un ritardo stimato di circa 8-10 mesi rispetto al cronoprogramma iniziale. Il rallentamento riguarda esclusivamente gli aspetti autorizzativi e procedurali e non incide sugli investimenti previsti né sull’impegno del gruppo nel portare avanti il progetto”. L’attenzione sul tema, secondo l’ad di Metinvest Adria, “è aumentata anche in relazione alla definizione dell’accordo con Jsw e al potenziale rischio del venir meno delle garanzie occupazionali stabilite nel 2018. Continueremo a seguire il confronto con tutte le parti interessate, garantendo trasparenza nei processi negoziali e autorizzativi”.

Un partner, la pace, o bandiera bianca sul progetto

L’empasse con le banche richiede due soluzioni da parte di Metinvest, pena il venir meno delle condizioni per l’investimento annunciato: l’individuazione di un partner oppure – ma ciò non è nella disponibilità di un gruppo privato – la fine della guerra in Ucraina con un quadro di pace ben definito. La questione del partner vede comunque un atteggiamento proattivo da parte di Metinvest, che ha avviato la ricerca sulla base di una shortlist di 40 possibili investitori. Non un’operazione rapidissima: e infatti il Mimit ha proposto di riconvocare il tavolo per il 20 ottobre, termine entro il quale dovranno essere sciolti tutti i principali nodi che ancora ostacolano l’avvio concreto del progetto.

Il ministro Adolfo Urso cerca comunque di comunicare fiducia: “Finalmente esistono le condizioni per la rinascita del polo siderurgico di Piombino”, sostiene. Ma dal fronte sindacale c’è meno soddisfazione. “Le altre parti hanno ritenuto di avviare la verifica dell’accordo quadro, che per la Uilm andava fatta prima dell’Adp Jsw, senza sciogliere i nodi irrisolti dell’attuazione dell’Adp Metinvest, concessioni demaniali, banchina, autorizzazione, finanziamenti“, affermano Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, e Lorenzo Fusco, segretario Uilm Toscana Sud-Est.

Il nodo dell’occupazione: il bacino si riduce

La Regione Toscana, dal canto suo, non vuole finire sul banco degli imputati. “Abbiamo fatto il punto sul lavoro svolto dalla Regione riguardo l’iter autorizzativo ambientale, assicurando il rispetto dei tempi e anche con l’impegno e il supporto degli uffici regionali”, spiega Valerio Fabiani, consigliere del goveratore toscano Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali. “La Regione Toscana – dice – c’è ed è presente anche per la formazione dei lavoratori che andranno a Metinvest: siamo pronti a intervenire anche prima dell’effettiva assunzione del personale, proprio nell’ottica di preparare li a questo passaggio, ovviamente d’intesa con le organizzazioni sindacali e una volta che l’azienda abbia terminato le verifiche sull’occupabilità, con i colloqui individuali con i lavoratori che sono in corso”.

La questione dell’occupazione rimane problematica: un nuovo stop a Metinvest “significherebbe prolungare ulteriormente, dopo 12 anni di stallo, la cassa integrazione per i lavoratori”, dicono Loris Scarpa, coordinatore nazionale settore siderurgia per la Fiom-Cgil e Mauro Macelloni, segreteria Fiom-Cgil Livorno. In merito all’accordo quadro per l’occupazione, aggiunge la Fiom, “la prossima settimana verrà proposto un testo di aggiornamento dell’accordo precedente in merito ai numeri, visto che il bacino complessivo di 1.390 lavoratori si è ridotto di circa 70 lavoratori rispetto allo scorso anno, e andranno inserite le clausole di tutela del bacino previste nell’accordo di programma Jsw”.

In questo contesto, secondo Gambardella e Fusco per la Uilm, “continua ad essere poco chiara la reale garanzia occupazionale di tutti i lavoratori che sarebbe prevista nell’Adp Jsw, di cui ancora non ci è stata fornita una copia”. E inoltre, aggiungono, “non sono stati ultimati da Metinvest i colloqui per la rioccupazione dei lavoratori, non è ancora chiaro il dato, da parte di Jsw, dei lavoratori attivi e inattivi e della ripartizione dell’occupazione fra le due aziende”. Secondo Ugl metalmeccanici “servono chiarezza e garanzie per i lavoratori”.

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