Piano piano, senza troppo clamore e senza una strategia “di settore”, stanno nascendo in Toscana gruppi agroalimentari che aggregano piccoli marchi di nicchia, specializzati in salse, sughi, sottoli, marmellate, formaggi, biscotti, prodotti da forno. E’ un fenomeno in evoluzione, dai contorni ancora sfumati ma dall’obiettivo chiaro: valorizzare marchi di qualità, farli crescere e portarli all’estero.
Il terreno è fertile
Il terreno è fertile perché sul mercato ci sono tante piccole aziende che fanno prodotti di qualità ma che hanno difficoltà a organizzare il passaggio generazionale (perché non hanno eredi, o perché i figli si occupano di altro), a digitalizzarsi, certificarsi, strutturarsi per andare a vendere all’estero. Da qui l’iniziativa che, in gran parte, è guidata da imprenditori locali.
Il gruppo Buono Toscano di Giorgio Moretti
L’ultimo caso è quello di Giorgio Moretti, poliedrico imprenditore fiorentino cresciuto coi software per la sanità (ha fondato Dedalus) e oggi dedito all’alimentare, che sta creando un paniere di prodotti esclusivamente toscani: l’ultimo acquisto, pochi giorni fa, è rappresentato dalle conserve vegetali Satos di Ponte Buggianese (Pistoia) – dai carciofi ai pomodori, dalle olive ai peperoni, funghi, capperi, cipolle – destinati al consumatore finale e all’industria alimentare, che si aggiungono ai cantucci Ghiottini, ai sottoli e salse Montalbano, alle confetture Pure Stagioni e ai formaggi del caseificio senese La Fonte. Il gruppo, battezzato Buono Toscano srl, ora fattura più di 30 milioni di euro per il 50% realizzato all’estero, con quattro strutture produttive di oltre 15mila metri quadrati situate in Toscana e circa 100 dipendenti. L’obiettivo è fare sinergie tra le varie aziende per farle crescere, soprattutto all’estero dove si possono spuntare prezzi più alti.
Il gruppo Le Bontà delle famiglie Barbagli e Carapelli
Sta creando un polo agroalimentare di qualità anche il gruppo ‘Le Bontà’ che fa capo alle famiglie Barbagli e Carapelli, sede a Campi Bisenzio (Firenze), nato nel 1994 con la produzione di sughi e ragù della tradizione gastronomica toscana a marchio ‘I Toscanacci’ e ‘Accademia Toscana’ e poi ingranditosi con l’acquisto dei cereali, semi e zuppe ‘Nuova Terra’ e delle storiche marmellate Chiaverini di Firenze. Nel 2025 Le Bontà srl ha fatturato 30,2 milioni di euro con 325mila euro di utile netto e 61 dipendenti.
Il gruppo Dolcezze Savini di Gabriele Filippini
Sta aggregando marchi anche l’imprenditore Gabriele Filippini che ha fatto crescere il marchio Savini – nato da un forno a legna che vendeva pane a Figline Valdarno – grazie al boom della pinsa precotta (la ‘sorella’ della pizza) distribuita nei supermercati, da farcire a casa, che si è affiancata ai panificati. Poi Filippini ha acquistato il marchio Fiore 1827, specializzato in dolci tipici della tradizione senese come cantuccini, ricciarelli, panforte, ma anche nel panettone, che ora sta sviluppando. Il gruppo Dolcezze Savini srl ha fatturato 37 milioni nel 2024 con 2,2 milioni di utile netto ed è cresciuto oltre i 40 milioni nel 2025.
Il gruppo Faro Alto di Igor Bidilo
Sta riorganizzandosi e studiando nuove acquisizioni anche il gruppo alimentare toscano Faro Alto (ex-Sielna) del magnate kazako Igor Bidilo, che tra le ultime acquisizioni vanta il marchio di cioccolato ‘La Molina’ di Quarrata, che si è aggiunto ai caffè Nannini di Siena (con lo stabilimento di dolci, gelateria e torrefazione nella vicina Monteriggioni); al caffè Conca d’Oro sempre a Siena; agli storici caffè Giubbe Rosse e Scudieri a Firenze; al caffè Bellini a Palermo; alle pizzerie Bigè a Siena e Milano, aperte in collaborazione col pizzaiolo Romualdo Rizzuti; alla ristorazione dentro i musei. Il gruppo Faro Alto, oggetto di risanamento dopo l’inchiesta per corruzione e evasione fiscale che ha coinvolto, tra gli altri, il patron Bidilo, nel 2025 ha fatturato 23 milioni di euro con un indebitamento di circa 12 milioni di euro e 350 dipendenti.
Il fondo Italian Fine Food di Avm Gestioni
In pista c’è anche il fondo Italian Fine Food, promosso da Avm Gestioni, che punta a unire i migliori player del settore tartufo e del food made in Italy e che ha acquisito nel 2023 la pisana Savini Tartufi e nell’anno successivo i tartudi di Stefania Calugi di Castelfiorentino (Firenze).
