Grosseto, Massa Carrara e naturalmente Siena, ma anche Livorno, Lucca e Pisa: sono queste le province toscane sotto la lente dell’Antitrust, che ha avviato un procedimento istruttorio sull’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo nei confronti di Banca Mps. “Considerata la rilevanza degli operatori coinvolti nella concentrazione e l’ampiezza degli ambiti competitivi interessati – scrive l’Agcm -, l’istruttoria dell’Antitrust è volta a verificare i possibili effetti sulle dinamiche concorrenziali in diversi e numerosi mercati bancari e assicurativi, su base sia locale che nazionale”. Un’istruttoria avviata “come è prassi e come atteso“, afferma Intesa Sanpaolo, rendendo noto di aver ricevuto dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) l’autorizzazione preventiva all’acquisizione delle partecipazioni qualificate indirette in Assicurazioni Generali, Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni.
La partita si gioca su un perimetro di 190 filiali in Italia
Un procedimento che potrebbe modificare il perimetro delle reti di sportelli bancari in Toscana e in altre regioni, indirizzando alcune cessioni (se non chiusure) sui territori. La valutazione concorrenziale dell’operazione verrà effettuata al netto del perimetro base della cessione di filiali a Bper-Unipol: l’Opas di Intesa prevede infatti, in caso di successo, il passaggio di mano di 635 filiali in tutto, di cui 445 – il perimetro base citato dall’Antitrust – già identificate in via definitiva. Le rimanenti 190, in realtà, sono state anch’esse già preliminarmente individuate, ma potranno invece essere oggetto di sostituzione proprio per rispondere a potenziali criticità concorrenziali.
Il divario di sportelli sul territorio è a favore di Banca Mps, che nelle sei province toscane citate nel provvedimento dell’Agcm vanta 165 sportelli, mentre Intesa Sanpaolo ne ha 69. Nella sua Siena il Monte dei Paschi ha 48 sportelli contro i 14 di Intesa; a Grosseto il Monte ne ha 35, Intesa 15; a Livorno il Monte 22, Intesa 12; a Lucca il Monte 26, Intesa 12; a Massa Carrara il Monte 11, Intesa 4; a Pisa il Monte 23, Intesa 12.
Raccolta sopra il 30% in tre province
Dal punto di vista della raccolta, il primo screening dell’Antitrust ha preso in esame i confini provinciali, e potrà essere condotto con un livello maggiore di dettaglio sui bacini d’utenza nel corso dell’istruttoria. In 11 province italiane, fra cui in Toscana Grosseto, Massa Carrara e Siena, la quota di mercato congiunta si attesta tra il 30% e il 40%, mentre in altre 9 province (in Toscana, Livorno e Lucca) la quota congiunta è compresa tra il 25% e il 30%. Le stesse province figurano anche tra quelle con situazioni da approfondire per quanto concerne il mercato del risparmio amministrato. Per gli impieghi alle famiglie consumatrici, lo screening preliminare evidenzia possibili criticità concorrenziali in 72 province italiane: in 41 di esse (fra cui Grosseto, Livorno e Siena) la quota congiunta si attesta tra il 30% e il 40% circa, mentre nelle rimanenti 31 (con Lucca, Massa Carrara e Pisa) è tra il 25% e il 30%.
Riguardo agli impieghi alle famiglie produttrici e alle imprese di piccole dimensioni, la quota dell’entità post-acquisizione è compresa tra il 30% e il 40% in dieci province (fra cui Siena), tra il 25% e il 30% in altre sette (con Grosseto, Lucca e Massa Carrara). Per gli impieghi alle imprese medio-grandi, la Toscana è una delle nove regioni in cui lo screening dell’Antitrust evidenzia possibili criticità concorrenziali, con una quota di mercato tra il 25 e il 30% come anche Abruzzo, Marche, Piemonte, Sicilia e Toscana, mentre in Calabria, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta si osservano quote leggermente più elevate, comprese tra il 30 e 35%. Sono al vaglio dell’Agcm anche gli impatti sul mercato dell’eventuale legame che si verrebbe a creare, tra Intesa Sanpaolo e Generali, per quanto riguarda la produzione e la distribuzione delle polizze vita e danni.
Intesa va avanti, le istituzioni si ritrovano a Siena
Il primo pronunciamento dell’Antitrust arriva dopo che Banca Mps ha definito le proprie offerte su Banco Bpm e Banca Generali “irrevocabili” anche in caso di successo dell’offerta di Intesa Sanpaolo, il cui presidente Gian Maria Gros-Pietro ha risposto per le rime: “Noi proseguiamo sul nostro binario, non sul loro”, ha detto, confermando che l’istituto procede “con la strada che abbiamo già intrapreso, una strada molto importante per l’intero sistema bancario italiano e forse non solo”.
Per fare il punto sulla situazione Comune e Provincia di Siena hanno convocato per lunedì 21 settembre il tavolo istituzionale con le categorie economiche, che continuerà a confrontarsi anche sulle ricadute territoriali dell’offerta da 30,6 miliardi di euro di Intesa su Mps, mentre l’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, cerca consensi tra gli investitori per la doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali: il manager ha partecipato alla Barclays Global Financials Conference tenutasi a New York e il 23 settembre sarà a Londra alla Bofa Financials Ceo Conference.
