“La nostra offerta su Mps è ben avviata”, si chiuderà “tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027”, e “siamo convinti della solidità del progetto industriale e del valore che potrà generare per gli azionisti, i dipendenti, i clienti e i territori”. Così il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in occasione dei risultati di Ca’ de Sass per i primi nove mesi dell’anno, commenta la situazione. “A Siena e in Toscana abbiamo inoltre previsto un incremento del credito erogato e la creazione di un polo tecnologico, di una direzione commerciale e di strutture centrali”, ha ricordato.
“L’attribuzione a Siena di una sede secondaria per le strutture centrali di Intesa, la creazione di hub tecnologico e la valutazione di una nuova direzione commerciale in Toscana non avranno alcun impatto sulle sinergie“, ha precisato Messina, ricordando che “le persone che lasceranno lo faranno su base volontaria e saranno sostituite da giovani. Dal punto di vista economico non c’è nessun impatto”. L’operazione, ha proseguito, genererà benefici per tutti gli stakeholder, rafforzando la capacità del gruppo di creare e distribuire valore in modo più ampio e sostenibile”.
In merito al futuro delle filiali di Banca Mps, in caso di successo dell’Opas e nell’ambito della spartizione con Unipol, “come ho spiegato – ha aggiunto Messina – siamo in una posizione di avere fiducia totale nell’Antitrust. L’esito finale dovrebbe essere in linea con la proposta fatta al mercato. Se altre filiali dovranno essere vendute questo non accadrà con Unipol. Ma credo che questo non accadrà”. Per l’Opas il rapporto di cambio è stato adeguato a seguito della decisione del Cda di Intesa Sanpaolo relativa all’acconto sul dividendo per il 2026, pari a 22 centesimi di euro. Il rapporto di cambio, da 1,6 azioni ordinarie Intesa di nuova emissione per ciascuna azione Mps portata in adesione all’Opas, passa così a 1,664 azioni ordinarie. (lt)
