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14 agosto 2026

Banche, 360 filiali sparite in Toscana in 5 anni. E ora il risiko Mps fa temere nuove chiusure

In cinque anni la rete si è ridotta del 20%: 31 comuni sono senza sportelli e quasi 60 ne hanno soltanto uno. L’operazione Intesa-Mps-Bper potrebbe creare nuovi rischi.

In Toscana avanza la chiusura di sportelli bancari (immagine generata con l'intelligenza artificiale)

In Toscana avanza la chiusura di sportelli bancari (immagine generata con l'intelligenza artificiale)

La desertificazione bancaria accelera in Toscana e non riguarda più soltanto il disagio di chi deve percorrere chilometri per raggiungere una filiale. La progressiva ritirata delle banche coinvolge imprese, accesso ai servizi e attrattività dei territori, con un impatto particolarmente forte nei piccoli comuni e nelle aree interne. E sullo sfondo adesso c’è anche il risiko bancario, con l’operazione Intesa-Mps che potrebbe ridisegnare profondamente la geografia degli sportelli in Toscana.

Secondo il Rapporto 2025 della Uilca – il sindacato dei lavoratori bancari della Uil – tra il 2020 e il 2025 gli sportelli bancari in Toscana sono passati da 1.778 a 1.418: 360 filiali in meno, pari a una contrazione del 20,2%. In pratica sono scomparsi, in media, sei sportelli al mese. I comuni serviti da banche sono scesi nello stesso periodo da 260 a 246.

Con uno o nessun sportello bancario

La fotografia dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba-First Cisl, elaborata su dati Banca d’Italia e Istat e aggiornata al 31 dicembre 2025, permette di misurare ancora meglio il fenomeno: 31 comuni toscani erano completamente privi di sportelli, con circa 56mila residenti e 3.600 imprese senza un presidio bancario nel proprio territorio. Un altro 21,2% dei comuni – quasi 60 – disponeva di una sola filiale: vi risiedevano circa 165mila persone e operavano 12.300 imprese. Nel solo 2025 la Toscana ha perso il 3,5% degli sportelli, la seconda contrazione regionale più forte dopo le Marche.

La geografia della desertificazione è significativa. Fra i comuni senza banca figurano Capraia e Limite, Capolona, Montecarlo, Marliana, Cantagallo, Stazzema, Castel San Niccolò, Podenzana, Chiusi della Verna, Londa, Castiglione di Garfagnana e Villa Basilica. Il fenomeno tende dunque a concentrarsi nei piccoli centri e nelle aree interne e montane, anche se non mancano comuni di dimensioni maggiori. Pisa rappresenta invece un’eccezione: alla fine del 2025 nessun comune della provincia era completamente privo di sportelli.

A preoccupare è soprattutto la velocità del fenomeno. A fine 2024 erano circa 49mila i toscani residenti in comuni senza banca: alla fine del 2025 erano diventati circa 56mila. Migliaia di piccole imprese hanno inoltre perso un interlocutore bancario fisicamente presente nel proprio comune.

Il rapporto Uilca mostra quanto il fenomeno sia percepito dai cittadini: il 93,5% dei toscani intervistati si dichiara insoddisfatto per la riduzione o chiusura delle filiali. Per il 74,3% la prossimità di una banca influenza la propensione a investire e per il 69,8% la presenza di uno sportello incide sulla scelta di vivere o meno in un territorio. L’80,7% considera inoltre la chiusura delle filiali un fattore di marginalizzazione. In ogni modo il disagio è particolarmente forte per quella fascia di popolazione che non ha dimestichezza con gli strumenti dell’home banking, come gli anziani. Una debolezza, quella della rete bancario, che va ad aggravare un’altra debolezza, quella sociale.

L’incognita del risiko Mps

Su una rete già fortemente ridimensionata potrebbe ora intervenire il riassetto di Monte dei Paschi di Siena. L’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo prevede, in caso di successo, una successiva riorganizzazione del gruppo senese: Intesa manterrebbe circa 625 filiali Mps, mentre un’altra entità comprendente il marchio Mps, circa 635 filiali e parte delle strutture centrali verrebbe ceduta a Unipol, con una prospettiva di integrazione nell’orbita Bper.

In Toscana, dove il Monte conserva una presenza storicamente molto radicata, il nuovo assetto determinerebbe sovrapposizioni tra sportelli Mps e Intesa da una parte e Mps e Bper dall’altra. Sovrapposizione non significa automaticamente chiusura: al momento non esistono elementi per attribuire alle singole filiali un destino preciso. Ma il tema della futura razionalizzazione delle reti si inserisce in una regione che ha già perso un quinto degli sportelli in appena cinque anni.

È proprio su questo rischio che insiste il segretario generale Uilca Toscana Marco Spinella: «Se consideriamo l’eventualità di ulteriori processi di acquisizioni ed aggregazioni nel settore bancario, non possiamo non temere un incremento del processo di chiusura filiali nel territorio toscano superiore alle medie nazionali», con possibili conseguenze sull’accesso al credito delle imprese, sulla coesione territoriale e sull’inclusione finanziaria.

Il quadro è quindi destinato a rimanere sotto osservazione. Quasi un comune toscano su tre è già completamente senza banca oppure dipende da un’unica filiale. Per questi ultimi territori basta la chiusura di un solo sportello per entrare a pieno titolo nella mappa della desertificazione bancaria. (em)

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