La cerimonia d'apertura di Pitti Uomo edizione numero 110 (ph. Gerardo Gazia)
Sostegno alle micro e piccole imprese che fanno grande la filiera, ma soprattutto sostegno alla ricerca di nuovi mercati, prima fra tutte l’area Mercosur – tema già emerso in inverno – che promette ottime prospettive con l’accordo di libero scambio varato dalla Ue: sono i temi economici forti dell’edizione numero 110 di Pitti Immagine Uomo, che ha preso il via a Firenze. Un’inaugurazione un po’ in tono minore, senza ministri – il titolare degli Esteri Antonio Tajani, invitato, ha inaugurato una sede di Simest a Bari, e il presidente di Ice Matteo Zoppas ha inviato un breve videomessaggio – e senza novità da annunciare. Ma con l’orgoglio di rimanere una fiera chiave per la moda mondiale, sia pur in tempi di vacche magre per il settore.
“Non lasciamo da sole le microimprese”
“Le fiere nazionali verticali di settore oggi stanno funzionando bene, meglio che in altri paesi europei che hanno perso la leadership, ma ora questa leadership va conservata”, ha evidenziato Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, portavoce del mondo delle imprese, parlando dal palco dell’apertura di Pitti Uomo. In molti casi, ha detto, le aziende della filiera “sono microimprese, ma sono spesso microimprese che tengono i territori vivi: abbiamo 26 distretti di eccellenza in tutte le regioni italiane, non possiamo lasciarli da soli. Quindi, c’è il tema della dimensione del supporto delle piccole imprese: con Unicredit abbiamo appena chiuso un patto per mettere a disposizione un miliardo per queste imprese, per mantenere soprattutto quelle imprese più piccole che non sono patrimonializzate e hanno bisogno”.
Essere forti, per il presidente di Confindustria Moda, serve anche a sostenere i ‘piccoli’ nel loro percorso. “E’ una responsabilità supportare i piccoli brand – ha detto – perché rappresentano il futuro del paese, tutti siamo nati piccoli e poi ci siamo evoluti: aiutarli credo che sia una missione anche dei più grandi. Serve un patto di sistema, un patto di filiera: la politica, il ministro Urso, il Mimit sta lavorando e speriamo che a breve si possano avere notizie positive”. Anche Annalisa Areni, head of client strategies di UniCredit – che da sei anni è partner di Pitti Immagine – sottolinea l’attenzione alle esigenze delle imprese: “Quello che abbiamo cercato di fare è aiutare gli imprenditori sul settore della sostenibilità, della tecnologia e della formazione”.
L’obiettivo è l’internazionalizzazione
Ma il sistema moda ha bisogno di forza anche per puntare verso nuovi mercati. “Oggi il mondo sta creando barriere – ha osservato Sburlati – e spesso le barriere creano anche un problema di movimento delle persone stesse. Quindi immaginiamoci, e questo lo abbiamo detto un po’ tutti negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, di poter andare noi a fare qualcosa. C’è certamente un posto dove la caduta delle barriere dà grandi opportunità a tutti, ai brand e alla filiera, ed è il Mercosur: ecco, su questo noi dobbiamo puntare in termini rapidi e veloci, con un vero piano industriale per poter andare, e l’Ice ci supporterà”.
Per ora c’è la lunga marcia dei buyer fra gli stand in Fortezza, in una giornata d’apertura dal clima torrido. “Prepariamoci a un grande Pitti Uomo, abbiamo numeri eccezionali, anche in momenti difficili i nostri sono numeri importanti”, ha affermato Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine, secondo cui “il binomio Firenze-Milano è vincente perché fa venire in una settimana allungata tutti i buyer del mondo in Italia”, ma c’è anche bisogno di una Fortezza da Basso al 100%. “Speriamo che i lavori della fiera finiscano prima del mio secondo mandato”, ha detto, perché “abbiamo bisogno degli spazi, se i lavori finiscono ci fa piacere”.
Confcommercio fa il punto sulla distribuzione
Fra un evento fashion e l’altro, gli addetti ai lavori fanno il punto: in attesa di Future for Fashion, che il 18 giugno vedrà anche la presentazione dell’analisi economica sul futuro dei distretti della pelle, domani, 17 giugno, è in programma alla Fortezza un convegno promosso da Federazione Moda Italia-Confcommercio dal titolo ‘Nuovi equilibri tra produzione e negozi di moda: strategie per un futuro sostenibile’. “Le trasformazioni dei consumi, le nuove strategie distributive dei brand e le difficoltà che stanno attraversando molte imprese commerciali impongono una riflessione comune e una rinnovata alleanza lungo tutta la filiera”, ha affermato il presidente di Federazione Moda Italia, Giulio Felloni.
Leonardo Testai