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Industria

30 marzo 2026

The Italian Sea Group, chiusi i primi trenta accordi con i fornitori

Costantino incontra i sindacati: l’obiettivo dichiarato è la ripresa dell’attività a pieno regime entro l’estate.

Leonardo Testai
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Il piano di azioni di The Italian Sea Group per l’uscita dalla crisi riparte da accordi già chiusi con trenta fornitori sugli oltre duecento che hanno rapporti con l’azienda della nautica di Marina di Carrara, con l’obiettivo di consentire la graduale ripresa delle attività. Il punto è stato fatto oggi dal presidente Giovanni Costantino in un incontro con Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Ed è iniziato anche il percorso con le società armatrici, con il primo accordo concluso sui 17 che si tenta di stipulare.

“Alcune attività sono ripartite e il processo di normalizzazione è in corso”, afferma Tisg, ponendo come obiettivo parziale la “riattivazione parziale delle commesse a partire da aprile” e confermando “l’impegno alla tutela dei lavoratori, alla trasparenza e alla piena continuità operativa, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’azienda dopo questa fase critica”. Il primo punto di svolta, secondo quanto riferiscono i sindacati, può essere quello dell’8 aprile, quando il Tribunale darà il suo parere rispetto alle misure protettive del patrimonio nei confronti di tutti i creditori chieste da Tisg, nell’ambito della richiesta di accesso alla composizione negoziata della crisi.

Obiettivo ripartenza a pieno regime entro l’estate

Il ritmo degli accordi con i fornitori è di circa 7-8 al giorno, spiega Bruno Casotti (Fim-Cisl), “per cercare di avere una ripartenza graduale con tutti: hanno ricominciato a lavorare con due commesse, e ci hanno prospettato che da qui a fine giugno il cantiere dovrebbe ripartire a pieno regime”. Ma al momento, dice, nell’indotto “ci sono lavoratori che sono già a 2-3 mesi senza stipendio, e se viene accettata la cassa integrazione passeranno ulteriori 2 mesi prima che possano avere uno stipendio”.

Umberto Faita (Fiom-Cgil), sottolinea che fra le piccole aziende dell’indotto che ancora non hanno trovato l’accordo con Tisg “ce ne sono anche alcune che lavorano in monocommittenza”, ma “le uniche garanzie che l’azienda è in grado di dare oggi è in grado di darle solo ed esclusivamente nei confronti dei lavoratori diretti”. Per Costantino, riporta Giacomo Saisi (Uilm-Uil), “c’è fiducia da parte delle banche, c’è fiducia da parte dei clienti, degli armatori”, ma “ora dalle parole bisogna passare ai fatti”.

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Leonardo Testai

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