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22 giugno 2026

Rinnovabili, la Regione lancia la sfida (a se stessa): semplificare le procedure per recuperare il ritardo

Varato in Giunta un terzo provvedimento per spingere gli impianti. Ecco come si vuole aggiungere 4,25 Gw.

Silvia Pieraccini
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Ce la farà la Toscana a colmare il ritardo accumulato negli ultimi cinque anni nello sviluppo delle energie rinnovabili, al punto che oggi è tra le Regioni più indietro nel raggiungimento degli obiettivi di potenza installata, fissati a livello nazionale dal decreto Aree idonee (Dl 175/2025 convertito nella legge 4/2026 del gennaio scorso)? A fine 2030, cioè tra quattro anni e mezzo, la Toscana dovrà aver installato 4,25 gigawatt aggiuntivi rispetto al 2020: al momento, considerando gli obiettivi intermedi, mancano all’appello 239 megawatt.

La tutela del paesaggio ha frenato gli investimenti

Per questo nelle ultime settimane la Regione si è data un gran daffare nel mettere a punto provvedimenti che – secondo quanto annunciato – vanno nella direzione di una semplificazione delle procedure, anche se il fattore che fino a oggi ha frenato più di tutto gli impianti rinnovabili è la tutela del paesaggio, all’origine dei giudizi negativi sugli investimenti. In un territorio come quello toscano, dove il paesaggio rappresenta identità, bellezza, turismo e attrazione, trovare un equilibrio con i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche non è – e non sarà – facile.

Tre provvedimenti al vaglio del Consiglio regionale

La corsa per recuperare il tempo perduto è affidata a tre provvedimenti approvati dalla Giunta, che ora dovranno cominciare l’esame nella commissione regionale e poi in Consiglio. I primi due atti sono stati varati nei giorni scorsi, il terzo provvedimento è stato approvato oggi, 22 giugno. Il testo non è ancora disponibile, ma secondo quanto annunciato dal presidente Eugenio Giani è una proposta di legge che semplifica i procedimenti anche al di fuori delle Aree idonee alle rinnovabili (oggetto di un’altra proposta di legge) e al di fuori delle zone di accelerazione (oggetto di un piano regionale previsto dalla direttiva europea 2023/2413 per uno o più tipi di energia rinnovabile e recepito col decreto legislativo 190/2024).

Ogni Comune avrà obiettivi di produzione da rinnovabili

Il testo – secondo quanto comunicato dalla Regione – fissa obiettivi di produzione per ogni Comune e, se tale Comune non riuscirà a raggiungerli, permetterà alla Regione di intervenire (“attraverso un meccanismo di co-pianificazione”) per superare i vincoli che impediscono gli interventi, anche nelle aree non idonee alle rinnovabili. “Vogliamo raggiungere i 4,25 gigawatt di potenza aggiuntiva installata – ha detto Giani – e questo provvedimento rappresenta l’originalità della Toscana”.

I testi varati nei giorni scorsi

La proposta di legge si affianca all’altro disegno di legge regionale sulle Aree idonee alle rinnovabili (cioè quelle che godranno di procedure semplificate per gli impianti), che dovrebbe prevedere zone ulteriori rispetto a quelle indicate a livello nazionale, ma che ha già sollevato dubbi sui paletti inseriti sull’agrivoltaico; e si affianca al Piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione (Prizat), che delimita le aree in cui si applicano procedure ulteriormente semplificate, in particolare tempi ridotti e esclusione della procedura di valutazione d’impatto ambientale (Via) a determinate condizioni (adeguate misure di mitigazione), piano che dovrà essere pubblicato per permettere – entro 60 giorni – di presentare osservazioni. I tempi per avere una cornice normativa definita, dunque, saranno lunghi.

La differenza tra produzione (attuale) da rinnovabili e potenza (futura) da installare

Il ritardo della Toscana riguarda la potenza futura da installare nelle rinnovabili, funzionale ad accelerare la decarbonizzazione dell’Italia. Diversa è la produzione da rinnovabili raggiunta oggi, che è discreta (8.519 gigawattora nel 2024, il 51% del fabbisogno) ma soffre di una dipendenza “estrema” dalla geotermia: il 67% dell’energia rinnovabile arriva dal calore della Terra, il 16% dal fotovoltaico, il 2,9% dall’eolico, il 4,1% dalle biomasse e il 10,2% dall’idroelettrico. In attesa di valutazione da parte della Regione Toscana ci sono 166 progetti per costruire impianti di energie rinnovabili, presentati da investitori italiani e stranieri, per una potenza totale pari a 5,74 Gigawatt. Vedremo quanti di questi saranno approvati.

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Silvia Pieraccini

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