La Toscana prova ad accelerare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che spesso resta bloccata da procedimenti autorizzativi lunghi e complicati, proteste dei comitati e ricorsi in difesa del paesaggio. Al momento la Regione è tra quelle più indietro nel raggiungimento degli obiettivi di potenza installata fissati dal decreto Aree idonee (Dl 175/2025 convertito nella legge 4/2026 del gennaio scorso): a fine aprile, come certificato da Terna, mancavano all’appello 239 megawatt, anche se dagli uffici regionali fanno sapere che quella potenza è di fatto già stata autorizzata e resta solo da completare la realizzazione e l’entrata in funzione degli impianti.
Un pacchetto di provvedimenti discussi in Giunta regionale
Ora però il presidente Eugenio Giani (Pd) e l’assessore David Barontini (M5S) hanno convocato una conferenza stampa per annunciare alcuni provvedimenti che sono stati poi discussi in Giunta regionale (ma non ancora approvati). La strada scelta è un po’ tortuosa, frutto – probabilmente – di sensibilità diverse all’interno della maggioranza Pd-M5S-Avs-ItaliaViva.
Prizat solo per gli impianti fotovoltaici
Il primo atto è il Piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione (Prizat), previsto dalla direttiva europea 2023/2413 per uno o più tipi di energia rinnovabile e recepito col decreto legislativo 190/2024. La Toscana ha deciso di individuare zone di accelerazione solo per gli impianti fotovoltaici (per le altre tipologie di rinnovabili si ritengono sufficienti le semplificazioni esistenti): in queste zone – tra cui quelle a destinazione industriale, a destinazione logistica, dove sono già installati impianti fotovoltaici, siti estrattivi dismessi, discariche chiuse, coperture di edifici, parcheggi, aree adiacenti alla rete autostradale – si applicano procedure ulteriormente semplificate, in particolare tempi ridotti e esclusione della procedura di valutazione d’impatto ambientale (Via) a determinate condizioni (adeguate misure di mitigazione). Ora il Prizat sarà pubblicato e ci saranno 60 giorni per presentare osservazioni.
Le rinnovabili si potranno installare in 157 Comuni (su 273)
L’altro provvedimento è la proposta di legge sulle Aree idonee alle fonti rinnovabili, anch’esso un obbligo di legge atteso da tempo, che riguarda fotovoltaico, agrivoltaico, eolico, idroelettrico, solare e fotovoltaico flottante. In base alla normativa nazionale, le Regioni possono solo individuare aree idonee ulteriori rispetto a quelle già definite dallo Stato – e nelle quali si applicano procedure semplificate per le autorizzazioni – per contribuire al raggiungimento dei target regionali che, nel caso della Toscana, è di 4,25 gigawatt aggiuntivi al 2030 rispetto al 2020. La Regione ha individuato come idonee le aree del demanio pubblico, per favorire gli investimenti dei soggetti pubblici, e sempre idonee all’agrivoltaico le aree agricole abbandonate (purchè non ricadano in aree paesaggisticamente tutelate), anche oltre i limiti di consumo della superficie agricola utilizzata (Sau) che sono l’1% della Sau regionale e il 3% della Sau comunale. “La proposta che riguarda le aree idonee interesserà 157 dei 273 Comuni della Toscana – ha spiegato Giani – anche se una trentina di Comuni copre i due terzi di queste aree”. Il presidente regionale ha poi confermato la volontà di passare dal 51% del fabbisogno elettrico prodotto con fonti rinnovabili al 66-70%.
Ogni anno la Regione controllerà il traguardo delle rinnovabili
I Comuni potranno proporre l’aumento della quota di Sau utilizzabile e proporre cartografie specifiche delle aree agricole idonee. La Giunta regionale presenterà una relazione annuale entro il 30 giugno per monitorare l’avanzamento verso il target delle rinnovabili.
Un’altra proposta di legge
Il pacchetto di provvedimenti sulle aree idonee si concluderà nei prossimi giorni con l’adozione di una seconda proposta di legge diretta a promuovere ulteriori semplificazioni amministrative per il rilascio delle autorizzazioni. “Si tratta di una facoltà prevista dal decreto legislativo 190/2024 che la Regione Toscana intende utilizzare per sostenere con maggiore efficacia il percorso di transizione energetica”, si afferma.
Silvia Pieraccini