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25 luglio 2026

Turismo al mare in Toscana, luglio ko per il troppo caldo: “Ma tante prenotazioni per agosto”

Le prime valutazioni di Confcommercio e Confesercenti. “Ci aspettavamo un ritorno in massa degli italiani a causa delle tensioni internazionali ma finora non c’è stato”.

Carlo Pellegrino
Ombrelloni chiusi su una spiaggia toscana

Ombrelloni chiusi su una spiaggia toscana

Un mese di luglio complesso, segnato da un caldo torrido che finisce per allontanare i bagnanti anziché attrarli, e da una congiuntura economica difficile che spinge le famiglie italiane – ma anche straniere – alla prudenza. È questo il ritratto della prima metà della stagione balneare 2026 lungo i litorali toscani. Dalle calette dell’Argentario fino alla Versilia, passando per l’Arcipelago e le coste livornesi, il turismo di luglio subisce una leggera flessione rispetto all’estate 2025. Un calo non drammatico ma diffuso, mitigato dal turismo straniero di inizio stagione e dai picchi di affluenza nei fine settimana. Il quadro emerge dalle analisi incrociate di Simone Guerrini, presidente regionale di Fiba Confesercenti, e Daniele Avvento, vicepresidente regionale di Sib Confcommercio. 

Il paradosso del caldo e i fenomeni estremi 

L’ondata di calore che ha colpito la Toscana a luglio ha ribaltato le certezze della stagione estiva. Anziché incentivare la corsa alle spiagge, l’afa ha spinto molti turisti a rimanere al chiuso. «Rispetto all’anno scorso questo gran caldo non ha aiutato – spiega Guerrini – Si vuole sempre il sole, è vero, perché il sole porta la gente in spiaggia. Ma il troppo caldo e la troppa siccità diventano pericolosi anche per l’incolumità delle persone. Durante la prima ondata di calore ci sono stati diversi casi di malore. Questo fattore non ha portato i villeggianti al mare, ma ha generato un allontanamento. I bagnanti ci spiegano chiaramente di preferire non venire perché fa troppo caldo e si sta meglio a casa con l’aria condizionata».

Una lettura condivisa da Daniele Avvento: «Quando è troppo caldo diventa faticoso anche andare al mare e si preferisce stare a casa cercando il fresco. È una problematica avvertita lungo tutta la costa toscana». Avvento va oltre: la crisi climatica, infatti, ormai ha insegnato che il caldo estremo può generare manifestazioni estreme di maltempo. «Appena le temperature calano – afferma – si verificano eventi violenti come la tromba d’aria che la settimana scorsa ha colpito diversi stabilimenti. Sono le condizioni peggiori per pensare a una vacanza al mare». Chi ha sofferto meno? Le grandi strutture. Chi ha sofferto di più? Le località con il turismo da seconde case. 

La vacanza “mordi e fuggi”  

A cambiare è anche la durata della vacanza, sempre più concentrata nei fine settimana a scapito delle presenze feriali, una tendenza nota ma che sembra acuirsi anno dopo anno. «Il turismo è diventato da weekend – analizza il vicepresidente dei balneari di Confcommercio – Fino a inizio luglio le grosse affluenze si sono registrate quasi solo il sabato e la domenica. Le famiglie stanno molto attente a dove e come spendere e questo vale sempre più anche per gli stranieri. I biglietti aerei sono aumentati: prima si pensa ai bisogni primari, poi al superfluo».

«Le vacanze si sono ridotte a soggiorni di tre o quattro giorni – conferma il presidente dei balneari di Confesercenti – La crisi economica si fa sentire. Chi pensava che la congiuntura portasse più turismo italiano si sbagliava e devo dire che le difficoltà economiche ora si sentono anche per gli stranieri». I due rappresentanti delle associazioni di categoria concordano: «Reggono i tedeschi, sono tornati gli americani. Ma le guerre non aiutano: arrivare in Italia da alcuni Paesi oggi è più difficile o addirittura impossibile». 

Le prospettive per i prossimi mesi 

Nonostante le difficoltà di luglio, gli operatori guardano con fiducia alla seconda parte della stagione estiva. «Maggio e giugno sono andati piuttosto bene, luglio meno bene – riflette Guerrini – Ora guardiamo ad agosto, per il quale i dati sulle prenotazioni sono positivi. I conti si fanno alla fine». «L’esperienza ci dice che ad agosto la presenza sui litorali torna a essere quasi esclusivamente italiana, mentre gli stranieri tornano a settembre – chiosa Avvento – Ci auguriamo che le prossime settimane confermino i volumi attesi per chiudere la stagione in maniera positiva». 

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Carlo Pellegrino

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