A pochi mesi dall’avvio del percorso partecipativo sul progetto di interconnessione elettrica sottomarina Ti-Link, la maxi-infrastruttura destinata a trasportare l’energia rinnovabile prodotta nel deserto tunisino fino al cuore industriale della Toscana entra in un momento chiave. La società proponente Zhero ha infatti inviato una richiesta formale al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per estendere di 45 giorni la fase di consultazione pubblica.
La decisione è stata annunciata durante un incontro informativo online in cui sono stati presentati gli esiti dei 129 giorni di confronto che hanno coinvolto le amministrazioni comunali di Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, Follonica, Piombino, San Vincenzo e Suvereto. A motivare la proroga del percorso di partecipazione è stata una comunicazione ufficiale inviata da Terna lo scorso 13 settembre, con la quale il gestore della rete ha ridefinito le specifiche di allacciamento dell’opera alla rete elettrica nazionale.
Riutilizzati gli elettrodotti di Tor del Sale
Rispetto all’ipotesi iniziale di un semplice ampliamento della stazione elettrica di Suvereto tramite due stalli dedicati, Terna ha prescritto la realizzazione di una nuova stazione elettrica dedicata in modalità “entra-esce” dotata di otto stalli sulle linee a 380 kV. Il nuovo schema prevede la valorizzazione di due elettrodotti a 380 kV già esistenti ma attualmente fuori servizio, che collegano la centrale di Tor del Sale a Piombino fino alla stazione di Suvereto. L’aggiornamento progettuale impone la riapertura dei tavoli tecnici con i Comuni e concede una finestra di 30 giorni ai cittadini e agli stakeholder territoriali per la presentazione di nuove osservazioni.
Un nodo cruciale del progetto risiede nella scelta di approdare in Toscana anziché sulle coste della Sicilia, geograficamente più vicine alla Tunisia. La rete elettrica del Mezzogiorno e della Sicilia risulta infatti fortemente congestionata a causa dell’accumulo di richieste di connessione da fonti rinnovabili, le quali superano di quasi dieci volte la capacità fisica di trasporto verso i grandi centri di consumo del Nord. L’immissione diretta dei 2 GW sottomarini nel nodo forte di Suvereto consente di veicolare in sicurezza tra i 10 e i 12 TWh all’anno di energia verde certificata, pari a circa il 5% del fabbisogno elettrico nazionale italiano e sufficienti a coprire i consumi di 4 milioni di famiglie (circa 12 milioni di persone). L’immissione di questo contingente di energia a costo competitivo sul mercato elettrico, secondo Zhero, contribuirà ad abbassare il Prezzo Unico Nazionale.
Il progetto Ti-Link dopo le modifiche
Il tragitto di 500 chilometri avverrà mediante quattro cavi in corrente continua a 525 kV, aventi un diametro di 17 centimetri e perdite di trasmissione contenute tra il 2,5% e il 3%. Per l’approdo nel Golfo di Follonica, superate le ipotesi originarie di Torremozza e Prato Ranieri, la soluzione preferenziale è stata individuata nel parcheggio del Camping Tahiti, mantenendo l’area del Canneto come seconda opzione. Il passaggio dei cavi dal mare a terra avverrà tramite trivellazione orizzontale controllata sotto il retroduna, per azzerare l’impatto sulla spiaggia e sulla Posidonia, raccordandosi a una buca giunti interrata di circa 20×10 metri.
La stazione di conversione, localizzata nell’area Pip di Venturina Terme nel comune di Campiglia Marittima, si estenderà su circa 6 ettari con due edifici alti tra 22 e 24 metri. L’impianto opererà con un sistema di raffreddamento a circuito chiuso (acqua deionizzata e glicole) senza prelievi idrici industriali, mentre i trasformatori saranno racchiusi in involucri fonoassorbenti per garantire il rispetto dei limiti di zonizzazione acustica. A garanzia della continuità d’esercizio in caso di guasto a uno dei cavi, a 7 chilometri dalla costa di San Vincenzo (a 35-50 metri di profondità) verranno posate griglie metalliche sottomarine per l’elettrodo di sicurezza, con approdo terrestre nel parcheggio camper di San Vincenzo o a Castagneto Carducci. I cavi in corrente continua scorreranno lungo lo stradello operativo di servizio della SS4 gestita da Anas, evitando scavi sulla sede stradale.
Governance territoriale e roadmap al 2032
Completato il deposito del Piano tecnico delle opere e del Report della consultazione entro dicembre 2026, si avvierà la procedura di Autorizzazione unica gestita dal Mase, che richiederà l’intesa formale della Regione Toscana. L’obiettivo finale punta a ottenere l’autorizzazione entro la fine del 2028, aprendo la fase di cantiere nel quadriennio 2029-2032 e la successiva entrata in esercizio commerciale nel 2032. Le proiezioni di impatto occupazionale indicano l’attivazione di circa 3.000 unità di lavoro all’anno in Italia durante i 5 anni di cantiere e 300 impieghi stabili nella fase di esercizio venticinquennale. Sul versante tunisino, l’opera genererà 15mila posti di lavoro in cantiere e mille in fase operativa, fornendo fino al 20% dei consumi elettrici locali e incrementando il Pil nazionale dello 0,8% durante la costruzione e dello 0,5% durante l’esercizio.
Nel corso della consultazione, i sindaci e gli amministratori della Val di Cornia hanno sottolineato la necessità di equilibrare gli obiettivi di decarbonizzazione con la tutela del suolo agricolo, del paesaggio e delle filiere economiche locali come l’enoturismo e l’olivicoltura. L’approccio di progettazione partecipata promosso da Zhero ha permesso di accogliere e integrare oltre il 90% delle osservazioni territoriali, modificando profondamente l’assetto iniziale dell’opera.
