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11 giugno 2026

Centrale, approdi, investitori: ecco Ti-Link, il progetto per portare in Toscana l’elettricità del deserto

Un cavodotto marino dalla Tunisia al golfo di Follonica, poi il collegamento con la stazione Terna di Suvereto. Due edifici impattanti, ma in zone industriali.

Carlo Pellegrino
Il territorio della Val di Cornia che sarà interessato dal progetto Ti-Link

Il territorio della Val di Cornia che sarà interessato dal progetto Ti-Link

Portare in Italia l’elettricità prodotta nel deserto tunisino con i pannelli fotovoltaici, attraverso un cavodotto che approderà nel golfo di Follonica e si collegherà alla stazione Terna di Suvereto. E’ la sintesi del progetto Ti-Link (Tunisia-Italia Link), l’infrastruttura energetica privata promossa dalla società italiana Zhero, presentato a fine 2025 al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e in discussione nei Comuni interessati (Piombino, Campiglia Marittima, Suvereto, San Vincenzo, Castagneto Carducci e Follonica).

Il piano prevede la realizzazione nel deserto tunisino di un gigantesco parco da 5 GigaWatt per la produzione di energia da fonti rinnovabili, connesso alla rete elettrica nazionale italiana mediante un elettrodotto sottomarino di circa 600 chilometri. Questa imponente opera, interamente finanziata da privati, utilizzerà la tecnologia ad alta tensione in corrente continua, ideale per minimizzare le perdite su lunghe distanze. Lungo il tracciato sottomarino, i quattro cavi saranno interrati fino ai mille metri ricorrendo a tecniche a basso impatto sia per i fondali sabbiosi sia per quelli rocciosi. Oltre i mille metri, dove la pesca a strascico e l’ancoraggio risultano improbabili, i cavi saranno adagiati sul fondale marino. Una volta completato, il progetto immetterà nella stazione Terna di Suvereto, in provincia di Livorno, circa 10-12 TWh all’anno di elettricità pulita certificata, in grado di soddisfare il fabbisogno di 4 milioni di famiglie italiane e ridurre le emissioni di anidride carbonica di tre milioni di tonnellate annue.

Il tracciato del cavodotto marino dalla Tunisia alla Toscana

Un’azienda con dietro tanti investitori

La società proponente, Zhero, fondata nel 2022 dai manager Marco Alverà, Paddy Padmanathan, Enrico Vitali e Alessandra Pasini (attuale ceo di Zhero Europe), opera con il supporto di investitori globali come Azimut, Baker Hughes, BlackRock, Unicredit, Total, Fortescue, Galvanize e Three Cairns Group. Come ha spiegato la stessa Zhero nel corso degli incontri con le amministrazioni locali della Valdicornia e dell’Alta Maremma e con la cittadinanza, le prime interlocuzioni istituzionali sono scattate nel 2025 sia a livello nazionale con il Mase, Terna, Ispra, Soprintendenza Subacquea, Wwf e Legambiente, sia sul fronte locale con Regione Toscana, Arpat, Genio Civile e la Soprintendenza di Pisa e Livorno. Sotto il profilo procedurale, a dicembre 2025 Zhero ha depositato al Ministero la “Sintesi non tecnica” e all’inizio del 2026 l’Opuscolo informativo, avviando poi nei primi quattro mesi del 2026 la progettazione partecipata volontaria con i sei comuni toscani, i comitati e le associazioni ambientaliste locali.

Gli edifici impattanti nelle zone produttive

Il dialogo ha fatto sì che venisse ridisegnata la mappa delle opzioni localizzative. Il caso più emblematico riguarda la stazione elettrica di conversione (da corrente continua a corrente alternata), il cuore tecnologico dell’opera, che occuperà quasi sei ettari e ospiterà due edifici alti circa venti metri per la trasformazione della corrente. Questa struttura, l’unica visibile dell’intero progetto, vedrà il 30% della superficie occupato dalle sale valvole in un ambiente chiuso, mentre la restante parte accoglierà sistemi di raffreddamento a circuito chiuso e l’area di collegamento all’aperto alla rete di Terna, mitigati da alberi ad alto fusto. Dallo studio originario, che comprendeva Suvereto — subito scartata, in accordo con la sindaca Jessica Pasquini, per tutelare le attività agricole di pregio presenti in zona — e le zone di Casalappi e Banditelle a Campiglia Marittima, si è passati a un quadro articolato di alternative individuate proprio grazie al confronto con il territorio e per le quali sono in corso approfondimenti.

Per la localizzazione della stazione, la progettazione partecipata ha generato, infatti, quattro nuove opzioni a Campiglia Marittima, concentrate nell’area industriale di Campo alla Croce a Venturina Terme, e tre nuove varianti nell’area industriale di Piombino, individuate nel comparto dei 36 ettari, nell’ex centrale Enel di Tor del Sale e nella discarica LI-53, tutte concepite – ha spiegato Zhero – per convergere in sicurezza e con il minore impatto verso la stazione elettrica di Terna a Suvereto.

Le due ipotesi per l’approdo del cavodotto

Per i cavi marini restano in campo due alternative di approdo, localizzate a Piombino (località Torre Mozza) e a Follonica (con un’ipotesi iniziale a Pratoranieri che si è arricchita, dopo il confronto con il territorio, di altre tre proposte che privilegiano aree residuali o di parcheggio). L’approdo – secondo quanto spiegato dalla società negli incontri con la popolazione – sarà realizzato tramite tecniche a basso impatto che evitano interferenze con la spiaggia, la duna e la balneazione come la trivellazione orizzontale controllata con una previsione di durata lavori stimata in circa otto mesi che sarà comunque concertata con le amministrazioni in modo da non intralciare la stagione turistica. Lo stesso schema a basso impatto e analoghi tempi di cantiere riguarderanno l’elettrodo di sicurezza e il relativo approdo, in ballottaggio tra le due alternative degli svincoli Anas di Castagneto Carducci e San Vincenzo.

L’intervento che sarà realizzato sulle dune per ridurne l’impatto

La consultazione pubblica e la decisione finale

Con la conclusione della Consultazione pubblica, prevista per metà settembre, verranno definite le localizzazioni principali e le eventuali ipotesi alternative del punto di approdo dell’elettrodotto sottomarino, individuato nell’area del Golfo di Follonica, il luogo più vicino per raggiungere la stazione di Suvereto. Saranno inoltre definiti i tracciati dei cavi terrestri, che saranno interrati lungo la viabilità esistente e consentiranno di raggiungere una nuova stazione di conversione, oltre alla localizzazione dell’elettrodo marino. Le soluzioni finali saranno consegnate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per l’avvio della conferenza di servizi. Trattandosi di un’opera strategica statale regolata dalla legge 239 del 2004, la competenza è ministeriale e l’autorizzazione finale avrà valore di variante urbanistica e pubblica utilità. Importante è anche il ruolo della Regione Toscana, che partecipa alla conferenza dei servizi ed esprime il proprio parere (importante, anche se non vincolante).

Il sì condizionato di Cgil, Arci e Legambiente

CGIL Toscana, Arci Toscana e Legambiente Toscana hanno espresso un parere favorevole, seppur con alcune cautele, sul progetto. I sindacati e le associazioni ambientaliste considerano “l’infrastruttura un’opportunità strategica per la decarbonizzazione, promuovendo il ruolo del Paese come hub mediterraneo per le energie rinnovabili”. Tuttavia, hanno posto condizioni precise per la realizzazione della stazione di conversione, l’opera più impattante: “Nessun consumo di nuovo solo, l’opera dovrà sorgere riqualificando aree industriali dismesse”.

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Carlo Pellegrino

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