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Industria

12 febbraio 2026

Pierburg, i due possibili compratori ai raggi X

Entrambi tedeschi, ma con caratteristiche diverse. La vendita dello stabilimento di Livorno entro fine marzo

Una fase di lavorazione in uno stabilimento dell'automotive toscano

Una fase di lavorazione in uno stabilimento dell'automotive toscano

Aldilà delle proposte suggestive, come quella di Potere al Popolo che ha chiesto alla Regione di comprare l’azienda, le ipotesi in campo per il futuro della Pierburg di Livorno sono due. Una partita entrata nella fase decisiva. Sul tavolo dell’attuale proprietà Rheinmetall, secondo quanto emerso nel confronto con le istituzioni e le parti sociali, ci sono due offerte vincolanti presentate da investitori tedeschi specializzati in operazioni di acquisizione e riorganizzazione industriale: Aurelius ed Ecco Group (acronimo che sta per European Corporate Carve-Out Investor). Due profili differenti ma accomunati da una competenza specifica nella gestione di cessioni di rami d’azienda. Andiamo a vedere chi sono, che reputazione hanno e quanto potrebbero essere compatibili con la natura dello stabilimento automotive di Livorno, 245 dipendenti, produttore di pompe per motori.

Aurelius, un grande gruppo con molti capitali raccolti

Aurelius è un operatore internazionale di private equity con presenza in Europa e Nord America. Il gruppo è noto per un approccio focalizzato su situazioni aziendali complesse e operazioni di separazione da multinazionali, con successivi piani di rilancio o riposizionamento strategico. Nel 2025 ha annunciato la chiusura del fondo “Opportunities V” con una raccolta di 830 milioni di euro, destinati proprio a nuove acquisizioni in ambito mid-market. Complessivamente il network Aurelius conta centinaia di professionisti e ha realizzato numerose operazioni in ambito manifatturiero, industriale e nei servizi.

Generalmente Aurelius interviene con una fase iniziale di riorganizzazione operativa, investimenti mirati e ridefinizione del perimetro produttivo, con l’obiettivo di rafforzare la competitività nel medio periodo. Operazioni che in alcuni casi hanno innescato problemi di natura sindacale, come riportato in un articolo del Financial Times del 2 settembre 2024: Aurelius è stata criticata da parte di ex dipendenti del rivenditore britannico di cosmetici The Body Shop dopo che la società è stata portata al fallimento ad appena sei settimane dall’acquisto avvenuto all’inizio del 2024. Proteste sindacali sono avvenute anche dopo l’acquisto della divisione farmaceutica del gruppo americano McKesson, Lloyd Pharmacy, nel 2021.

Ecco Group, specializzato nella cessione di rami d’azienda

Ma quali sono il profilo e la reputazione di Ecco Group, l’altro potenziale acquirente di Pierburg? Sede in Germania, è una società più focalizzata e specializzata esclusivamente nelle operazioni di corporate carve-out (operazioni in cui una società distacca e vende una parte del proprio business). Dai documenti ufficiali rinvenuti sul sito dell’azienda Ecco si propone come partner per la trasformazione di divisioni “non strategiche” in entità autonome, puntando su snellezza organizzativa e rilancio industriale. Il gruppo dichiara di operare su target con fatturati compresi tra 10 e 500 milioni di euro, con un approccio fortemente operativo e una gestione diretta delle fasi di transizione. Negli ultimi mesi è stato coinvolto in acquisizioni di siti produttivi nel settore alimentare in Europa, a conferma di una strategia orientata alla costruzione di piattaforme industriali indipendenti.

Le differenze tra i contendenti

Per lo stabilimento di Livorno, entrambi i profili sono coerenti con la natura dell’operazione: Pierburg rappresenta infatti un tipico caso di dismissione da parte di un grande gruppo internazionale, Rheinmetall, che si è riconvertito alla produzione di armamenti e sistemi di difesa. La differenza potrebbe giocarsi sulla scala finanziaria e sull’impostazione strategica del piano industriale che accompagnerà l’offerta prescelta. Aurelius ha spalle più larghe ma le sue acquisizioni non sono state sempre tranquille, Ecco Group è più focalizzato ma anche più piccolo.

Il percorso prevede ora la valutazione finale delle proposte e la definizione dell’accordo di cessione entro fine marzo. (cm)

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