Quarantotto milioni di euro di investimento interamente privato, sostenuto dalla famiglia Manzo senza alcun onere per l’amministrazione comunale, e un cantiere che trasformerà l’impianto entro il 2030, mantenendo lo stadio pienamente operativo per il calcio giocato lungo tutta la durata dei lavori: hanno preso il via i lavori per la riqualificazione dello stadio “Città di Arezzo” con l’avvio della demolizione della curva Maratona, dopo le operazioni di pre-cantierizzazione avviate a fine maggio. Il progetto è il primo in Italia realizzato secondo le procedure introdotte dal nuovo decreto stadi.
La cerimonia ufficiale, alla presenza del sindaco uscente Alessandro Ghinelli e del governatore Eugenio Giani, arriva a pochi giorni dalla conquista della promozione in Serie B: l’Arezzo ha vinto il Girone B della Serie C 2025-2026 con 80 punti, davanti all’Ascoli, tornando nella serie cadetta dopo circa vent’anni di assenza. Un contesto che il presidente Guglielmo Manzo, imprenditore attivo nel campo della distribuzione di luce e gas, ha citato come punto di partenza per fissare obiettivi ancora più ambiziosi: “Per noi la Serie B è importante, ma non voglio fermarmi qui. Penso alla Serie A e non lo nascondo“. Manzo ha poi rassicurato tifosi e istituzioni sulla continuità dell’attività sportiva: “Posso dichiarare che, rispettando il cronoprogramma dei lavori, l’Arezzo giocherà sempre qui durante tutte le fasi dell’intervento“.
“Un modello per la nuova stagione degli stadi in Italia”
A lavori ultimati, lo stadio di Arezzo raggiungerà una capienza complessiva di circa 13.000 posti, distribuiti uniformemente tra i quattro settori. La sola curva Maratona conterà circa 3.200 posti e ospiterà oltre 40 sky box, con un’area hospitality definita di livello superiore. Il cronoprogramma prevede di concentrare le prime fasi sull’abbattimento della Maratona, posticipando alla prossima estate lo spostamento del terreno di gioco, che sarà avvicinato alle tribune in linea con i parametri richiesti dalla Figc per il rilascio delle licenze nazionali. “Abbiamo scelto di posticipare alcuni interventi strutturali – ha spiegato Manzo -, come la traslazione del terreno di gioco, per concentrare le energie sulla demolizione della Maratona e sulla preparazione delle fasi successive”.
Giorgio Lupoi, amministratore delegato di Speri – parte del pool di progettisti composto anche da M28Studio e Spsk Studio, coordinato dall’architetto Carlo Antonio Fayer – ha sottolineato la valenza nazionale del progetto, “il primo stadio italiano sviluppato in conformità con la Legge Stadi, nato da multidisciplinarietà, dialogo istituzionale e rigore procedurale”. Lupoi ha auspicato che “il ‘modello Arezzo’ diventi il riferimento per la nuova stagione della progettazione degli stadi in Italia“. Tra gli obiettivi progettuali dichiarati figurano sicurezza, acustica, sostenibilità e autosufficienza energetica dell’impianto. (lt)