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23 settembre 2026

Lovaglio: “L’assemblea Mps di ottobre non è un referendum tra le nostre Ops e l’Opas di Intesa”

L’ad senese parla a Londra alla conferenza Bofa. Giorgetti ribadisce che il Governo non parteciperà all’assise

Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps

Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps

L’assemblea del 29 ottobre non deve essere considerato “un referendum” o un momento in cui “si prende una decisione” tra le Ops di Banca Mps e l’Opas di Intesa Sanpaolo sul Monte, perché il sostegno in assemblea alle offerte del Monte non impedirà di consegnare le azioni all’offerta di Intesa ma offrirà a Mps “l’opportunità di esplorare” e “meglio definire” i due progetti. Così l’amministratore delegato di Rocca Salimbeni, Luigi Lovaglio, ha voluto rassicurare la comunità finanziaria – a cominciare dagli azionisti chiamati presto in causa – intervenendo alla Bofa Securities 31st Annual Financials Ceo Conference a Londra.

Si tratta di uno dei più prestigiosi appuntamenti annuali per il settore finanziario globale, che riunisce i Ceo e i massimi dirigenti di banche, società di gestione patrimoniale, assicurazioni e aziende fintech, con i più importanti investitori istituzionali. Le discussioni e i panel dell’evento si sono concentrati su quattro macro-aree strategiche: evoluzione macroeconomica e tassi; innovazione tecnologica e intelligenza artificiale; strategie di scala e cross-selling; mercati dei capitali e investimenti alternativi, con riferimento ai mercati privati (private credit e private equity) e le prospettive di ripresa per le attività di fusione e acquisizione e di quotazione in borsa.

Le due offerte di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, sostiene Lovaglio, “possono funzionare individualmente”, ed “è chiaro che il Banco ci dà la maggior parte delle sinergie” e “rende il gruppo più grande”, mentre “con Banca Generali, il nostro gruppo assumerà una fisionomia diversa, poiché svilupperemo l’attività di gestione patrimoniale in modo più incisivo”. Allo stesso tempo, l’offerta sulla banca del Leone “ci offre l’opportunità di avere Generali come azionista e di rafforzare la partnership con il Gruppo Generali“, ha detto Lovaglio, che sul fronte Banco Bpm si dice “fiducioso” perché “stiamo offrendo al Credit Agricole l’opportunità di partecipare alla creazione di un gruppo con più valore, più resiliente e più redditizio, e con grandi opportunità di crescita”.

Dalla partita rimarrà fuori il Governo: almeno in questo senso vanno le dichiarazioni – non una novità – del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che a margine del question time alla Camera dei deputati ha ribadito che all’assemblea di Mps di fine ottobre “abbiamo detto almeno dieci volte che noi non partecipiamo e seguiremo la decisione del mercato su quello che sarà l’esito. Perché il mercato evidentemente nella sua capacità di discernere premierà quella che sarà l’offerta migliore”.

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