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31 agosto 2026

Ex Beko, Corradi fa i nomi: Tea Group e Galenica Senese in corsa per rilevare l’area

Dichiarazioni a sorpresa del consigliere di Sviluppo Industriale Siena. I sindacati attaccano: “Informazioni non condivise con noi”.

Leonardo Testai

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A un mese dal tavolo nazionale di crisi, fissato per il 1 ottobre al ministero delle Imprese e del Made in Italy, escono a sorpresa i nomi delle due aziende interessate a rilevare, per intero o in parte, l’area industriale ex Beko di Siena. A fare i nomi è Gabriele Corradi, membro del Cda di Sviluppo Industriale Siena in quota Comune, che già nell’aprile scorso aveva riferito di un’impresa interessata a rilevare l’intera area e che avrebbe stretti rapporti con Leonardo. Una rivelazione poco gradita ai sindacati, che non erano stati informati della fuga in avanti di Corradi e che non vogliono vanificare il lavoro fatto fin qui.

“Passi avanti, ma il percorso è ancora lungo”

In un’intervista al Corriere di Siena il consigliere di Sviluppo Industriale Siena ha rivelato che le due aziende in lizza – poiché la terza manifestazione di interesse non si è concretizzata – sono Tea Group e Galenica Senese. La differenza principale, nella partita della ex Beko, è che la prima sarebbe disposta, sostiene Corradi, a rilevare anche l’intera area industriale di viale Toselli (“a certe condizioni”, sostiene Corradi), mentre la seconda ne vorrebbe rilevare soltanto una parte. “a mio personale avviso – dice Corradi – sarebbe meglio dividere l’area del sito, che è molto grande, in più parti e poter avere all’interno più realtà aziendali”.

Secondo il rappresentante del Comune di Siena “sono stati fatti passi in avanti, tuttavia il percorso da compiere è ancora lungo. Vanno riassunte tutte le 150 persone ancora interessate dalla vertenza, e questi lavoratori vanno formati e preparati al meglio. In parallelo vanno effettuati i lavori per il rifacimento del tetto. E Beko deve terminare l’intervento di bonifica del sottosuolo e di smaltimento di tutto quanto era presente all’interno dello stabilimento. Per il momento è prematuro dire che si può essere ottimisti. Io sono realista, c’è molto lavoro da fare”.

Le due aziende a confronto

Dei due pretendenti, Tea Group è l’azienda più piccola – ma ha rapporti consolidati con un colosso come Leonardo – opera nel settore delle tecnologie della difesa e ha sede nella provincia di Firenze – ma a Signa, e non a Sesto Fiorentino come era stato sostenuto nei mesi scorsi. Tea Group, con un fatturato di 1,27 milioni di euro nel 2025 e circa 20 dipendenti, progetta e produce in serie sistemi elettrici, elettronici ed elettromeccanici, offrendo anche consulenza Ict e sviluppo software. Nel 2014, in collaborazione con il Cnr, ha dato vita al progetto AirQino per piattaforme smart di controllo della qualità dell’aria.

Galenica Senese è un’industria farmaceutica con sede a Monteroni d’Arbia, fondata nel 1949 e specializzata nella produzione di farmaci infusionali e iniettabili: produce soluzioni per uso ospedaliero come flebo, soluzioni saline, glucosate, elettrolitiche, anestetici loco-regionali, farmaci salvavita (come adrenalina e noradrenalina) e liquidi per dialisi. Con oltre 200 dipendenti, nel 2025 Galenica Senese ha registrato 52,04 milioni di euro di fatturato (+23,7% anno su anno), con un utile netto di quasi 380mila euro – più che raddoppiato rispetto al 2024.

I sindacati puntano al piano industriale

Le dichiarazioni di Corradi hanno spiazzato i sindacati: Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil hanno espresso “forte preoccupazione”, anche perché “tali informazioni non sono state preventivamente condivise né comunicate formalmente alla parte sindacale. Una modalità di comunicazione di questo tipo rischia di alimentare confusione, preoccupazione e, soprattutto, aspettative nei lavoratori che oggi non trovano ancora riscontro in un piano industriale concreto e condiviso“. Per questo “riteniamo che il tavolo ministeriale già convocato per il 1 ottobre – sostengono – debba essere la sede naturale nella quale discutere ufficialmente di eventuali soggetti industriali interessati, verificarne la solidità e conoscere nel dettaglio i contenuti dei rispettivi progetti industriali e occupazionali“.

Daniela Miniero, segretaria generale della Fiom di Siena, ribadisce come prioritario un piano industriale funzionale al mantenimento dell’occupazione. “Crediamo sia stata una leggerezza fare prima i nomi dei soggetti – afferma -, oltre al fatto di non aver rispettato non soltanto l’accordo quadro che definisce il Ministero come luogo legittimato a discutere della reindustrializzazione, ma anche i ruoli di tutte le parti in causa che hanno fino ad oggi condotto la vertenza. Noi siamo soggetti interlocutori, come appunto stabilisce l’accordo quadro, legittimati a verificare e a valutare la bontà del progetto che verrà presentato, al di là dei soggetti che lo presenteranno”.

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