Fumata nera al tavolo regionale sulla vertenza del Calzaturificio Farida di Chiusi. L’incontro di martedì 25 agosto si è concluso senza un accordo tra azienda e sindacati sulla procedura di licenziamento collettivo. Un nuovo confronto è stato convocato per giovedì 27 agosto, ultimo giorno utile della procedura, alla presenza del consigliere delegato alle crisi aziendali della Regione Toscana, Valerio Fabiani.
Secondo la Filctem Cgil, l’azienda non avrebbe dato disponibilità a riconoscere «anche un parziale ristoro» ai dipendenti, che da mesi attendono il pagamento di retribuzioni arretrate. Proprio lunedì i lavoratori avevano organizzato un volantinaggio al mercato di Chiusi Scalo per richiamare l’attenzione sulla vertenza e sulle difficoltà economiche delle famiglie coinvolte.
Il nodo della cassa integrazione
Il sindacato segnala inoltre un nuovo problema sul fronte degli ammortizzatori sociali. Secondo quanto riferisce la Filctem, non sarebbe ancora stata formalizzata all’Inps la domanda per il pagamento diretto della cassa integrazione straordinaria, autorizzata dal ministero del Lavoro il 31 luglio.
Una mancata procedura che, sostiene la Cgil, rischia di «allungare in maniera seria» i tempi necessari affinché i dipendenti ricevano le somme dovute. La Filctem parla di «irresponsabilità sociale dell’impresa» e ricorda che il tavolo di crisi regionale era stato aperto già a marzo. Secondo il sindacato, gli impegni assunti allora sarebbero rimasti finora senza seguito.
La vertenza arriva così al passaggio decisivo. Giovedì le parti torneranno in Regione per tentare un’intesa nell’ultimo giorno disponibile. Sul tavolo restano il futuro occupazionale dei dipendenti, gli arretrati e i tempi per il pagamento della cassa integrazione. (redcm)
