Rallentano i ricavi ma migliora il risultato economico a metà 2026 per B&C Speakers: il resoconto intermedio di gestione al 30 giugno approvato dal cda registra una crescita dell’utile netto (da 5,7 a 6,2 milioni di euro, +8,2%) nel primo semestre dell’anno, mentre i ricavi consolidati dell’azienda fiorentina dei trasduttori acustici si attestano a 47 milioni, in calo rispetto ai 50,7 milioni dello stesso periodo del 2025. L’Ebitda consolidato è pari a 9,1 milioni di euro, con un margine del 19,4%, contro gli 11 milioni dello stesso periodo del 2025.
“Nel primo semestre del 2026 B&C Speakers ha confermato la solidità del proprio modello industriale – ha commentato Lorenzo Coppini, amministratore delegato dell’azienda di Bagno a Ripoli – e la capacità di mantenere livelli di redditività elevati anche in una fase caratterizzata da una maggiore prudenza della domanda e da un contesto internazionale ancora poco prevedibile”.
Crescono le vendite in Italia e America Latina
Il rallentamento del mercato, legato secondo B&C Speakers all’acuirsi delle tensioni internazionali, è stato in parte compensato dalla diversificazione geografica del gruppo, con una crescita significativa in Italia (+44%) e in America Latina (+26%). L’Europa resta comunque la prima area geografica di sbocco, con il 50% dei ricavi consolidati, seguita da Nord America (18,2%) e Asia-Pacifico (13,9%). Il portafoglio ordini consolidato si attesta a 14,7 milioni di euro, rispetto ai 18,6 milioni di fine 2025.
Il contesto di mercato resta condizionato dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza legata alle politiche commerciali internazionali, sostiene B&C Speakers, secondo cui “le indicazioni provenienti dal mercato suggeriscono tuttavia che tale maggiore cautela abbia natura temporanea” e dunque rimangono “invariate le priorità di crescita di medio-lungo termine“: l’azienda prosegue gli investimenti nel rafforzamento della presenza commerciale internazionale, nello sviluppo della piattaforma distributiva proprietaria e nell’ampliamento della gamma prodotti, ferma restando “l’attenzione al mantenimento di elevati livelli di redditività e di efficienza finanziaria”. (lt)
