Le commesse si stanno esaurendo, il lavoro per tutti i 500 dipendenti del gruppo nautico The Italian Sea Group non c’è. E così il cantiere di Marina di Carrara quotato in Borsa – in crisi finanziaria dallo scorso febbraio e in attesa di risposta del Tribunale alla richiesta di concordato – ha annunciato 270 esuberi al tavolo di crisi convocato oggi, 9 settembre, a Firenze nella sede della Regione Toscana, e in corso ancora nel tardo pomeriggio dopo più di sei ore di confronto. La notizia degli esuberi, riferita dai segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm, Bruno Casotti, Umberto Faita, Giacomo Saisi, si accompagna alla richiesta dei contratti di solidarietà, che ora dovranno essere autorizzati dal Tribunale prima che la domanda sia presentata al ministero. La solidarietà potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno anche per l’indotto (1.500 persone), che potrà chiedere lo stesso ammortizzatore sociale.
La scadenza del 15 settembre
Intanto il 15 settembre scadrà il termine per presentare le manifestazioni di interesse per l’acquisto o la ricapitalizzazione del cantiere ormai a corto di liquidità. “Le manifestazioni di interesse sono circa 15 – riferiscono i sindacati – e l’azienda ha comunicato di preferire lo strumento dello ‘share deal’, cioè l’acquisto di quote societarie da parte di un investitore, anziché l’acquisto dei beni”. Sarebbe il modo, con tutta probabilità, per mantenere alla guida dell’azienda il fondatore Giovanni Costantino, che dovrebbe invece lasciare l’incarico nel caso di acquisto dei beni da parte di un terzo.
I sindacati: “Subentri chi tutela i posti di lavoro”
I sindacati invitano alla prudenza: “Chiediamo con forza ai giudici e agli organi della procedura di non valutare esclusivamente l’offerta migliore dal punto di vista economico – affermano -. La scelta deve mettere al primo posto soggetti che puntino sulla tenuta industriale e sulla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Le competenze delle maestranze dirette e dell’indotto sono il vero patrimonio di questa azienda e da lì si deve ripartire”. Il 16 settembre è prevista l’udienza in Tribunale che dovrebbe valutare il piano di risanamento e decidere sul concordato, e che potrebbe saltare in attesa della conclusione della gara.
