Dagli Emirati agli Usa, dal Kuwait all’Uganda, gli addetti ai lavori ‘che contano’ nel settore dell’energia a livello mondiale come ogni anno si ritrovano a Firenze, casa di Nuovo Pignone per l’Annual Meeting di Baker Hughes, giunto all’edizione numero 27 celebrata dai suoi 2.500 partecipanti registrati, nonché dalle istituzioni locali. Con l’orgoglio di sempre, e sull’onda del piano di investimenti da 300 milioni di euro in 5 anni sulle attività italiane di Baker Hughes, risorse che per metà sono destinate alla Toscana: e uno dei primi frutti è stato inaugurato proprio lunedì 26 gennaio a Firenze.
Si tratta di un ‘Service Shop’, questa la definizione ufficiale: in breve, un’officina di manutenzione per le turbine NovaLt realizzate proprio in Toscana, e di cui il piano di investimenti vuole accrescere la capacità produttiva. “Queste macchine, che stanno avendo grande successo, fanno manutenzione dopo 4 anni di marcia, quindi ci stiamo preparando per ricevere la prima ondata di macchine”, ha spiegato Paolo Noccioni, presidente di Nuovo Pignone. “Sono macchine molto affidabili – ha aggiunto – che stanno trovando un ottimo successo sui data center, che hanno bisogno di importanti bisogno di energia, ma hanno anche bisogno di flessibilità, di macchine efficienti, perché c’è anche un tema di sostenibilità, e le nostre macchine, diciamo, sono particolarmente indicate per per questo tipo di servizio”.
Volano ordini e fatturato 2025 della divisione Iet
L’officina, sottolinea Noccioni, è basata su processi e tecnologie avanzatissime: il servizio al cliente è strutturato in modo da non compromettere la produttività. “Noi andiamo dal cliente – ha raccontato -, in una giornata estraiamo il motore della turbina che deve essere manutenuto e gliene mettiamo uno nuovo. Quello manutenuto lo portiamo nell’officina di Firenze, lo smontiamo, glielo ricondizioniamo e glielo rimandiamo indietro all’intervallo successivo. Queste sono macchine che vanno a piena potenza senza mai fermarsi per quasi 35.000 ore, che corrispondono praticamente a oltre 4 anni di marcia ininterrotta”.
Pur in un quadro globale, come si addice al colosso delle tecnologie dell’energia che nel 2025 ha messo a segno incrementi in doppia cifra per ordini (+14%) e fatturato (+10%) della divisione Iet a cui appartiene Nuovo Pignone, per Baker Hughes “l’impegno sull’Italia sta aumentando”, ha aggiunto Noccioni, secondo cui il piano di investimenti sull’Italia annunciato per la prima volta nel settembre scorso “è una dimostrazione che continuiamo a credere in questo paese: fino a ora ci siamo trovati bene, i risultati fanno sì che che poi si continui a investire. Si può sempre fare meglio, ma continuiamo a scommettere sul Paese e il Paese sta rispondendo”.
Sale la domanda di energia, gas sugli scudi
E nel mondo, che cosa succede? “La domanda di energia continua ad aumentare”, ha rilevato Lorenzo Simonelli, presidente e amministratore delegato di Baker Hughes, aprendo l’appuntamento di Firenze. Per questo “dobbiamo assicurarci di allinearci a livello globale e di coinvolgere gli stakeholder dei governi, delle autorità di regolamentazione, delle Ong, e di disporre di un quadro che sostenga nuovi risultati industriali radicali e l’espansione energetica da tutte le fonti”. L’equazione dell’energia, ‘The Energy Equation’ come da titolo dell’edizione del meeting, a suo giudizio si risolve incrementando la produzione e diversificando le fonti, da quelle tradizionali a quelle portate in auge dalla transizione green.
“Dobbiamo assicurarci di incoraggiare il gas naturale e il Gnl – ha proseguito Simonelli -, una risorsa abbondante che non è un combustibile di transizione, ma un combustibile di destinazione. Se si considera la crescente domanda esistente, il gas naturale e il Gnl rappresentano una strada verso il successo. E continuare a potenziare l’energia geotermica: ciò che prima era impossibile ora è possibile, ottenendo megawatt da temperature più basse attraverso l’energia geotermica potenziata. Dal punto di vista geografico, la disponibilità è molto maggiore rispetto al passato. Se si considera il quadro normativo, dobbiamo assicurarci di disporre di autorizzazioni fluide, rapide ed efficienti”.
Il Kuwait batte un colpo: “Petrolio ancora centrale”
E anche il “vecchio” petrolio, in un contesto di esplosione della domanda globale di energia – a cui l’Europa fa in parte eccezione, secondo il rapporto Med & Italian Energy Report presentato oggi a Bruxelles – si pone come un pilastro della sicurezza energetica. “Tra decenni il nostro petrolio sarà ancora la linfa vitale del settore”, ha affermato Nawaf Saud Al-Sabah, vicepresidente e Ceo di Kuwait Petroleum Corporation, fra i personaggi di maggiore rilievo della giornata fiorentina dell’Annual Meeting, che rivendica un approccio vincente dell’industria petrolifera alle tensioni geopolitiche del Medio Oriente.
“In passato – ha spiegato – il rischio geopolitico si rifletteva immediatamente sul prezzo del petrolio, con i trader che temevano una riduzione dell’offerta. Quello che si vede ora è diverso, e la differenza sta proprio nel modo in cui noi, come compagnie petrolifere nazionali del Golfo, abbiamo gestito tale rischio”. Infatti, ha aggiunto Nawaf Saud Al-Sabah, “abbiamo una certa resilienza nel garantire al mondo che disponiamo della capacità produttiva necessaria per gestire tali rischi”. D’altro canto, sottolinea, “non possiamo controllare gli aspetti geopolitici dei rischi, ma possiamo controllare il modo in cui reagiamo”.
Leonardo Testai