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Industria

12 marzo 2026

The Italian Sea Group, tre sfide (ardue) per la continuità aziendale

Al tavolo istituzionale convocato dal prefetto di Massa-Carrara sono ri-emerse le preoccupazioni per l’indotto che non è stato ancora pagato.

Silvia Pieraccini
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“Il cantiere nautico vuole garantire la continuità lavorativa”, hanno ripetuto i professionisti incaricati di rappresentare The Italian Sea Group al tavolo istituzionale convocato oggi, 12 marzo, dal prefetto di Massa-Carrara, Gaetano Cupello, cui hanno partecipato la sindaca di Carrara, Serena Arrighi, e i sindacati. Obiettivo era far chiarezza sulla crisi finanziaria che ha investito il cantiere, che contiene più di 500 dipendenti diretti, a causa dell’emersione di extracosti sulle commesse in corso, e avere assicurazioni sul futuro.

Banche, fornitori, armatori: i fronti aperti

I professionisti (il commercialista Giulio Andreani e gli avvocati dello studio Galgano di Firenze) hanno spiegato i tre obiettivi – che assomigliano a tre sfide impervie – cui punta l’azienda: ristrutturare il debito con le banche; rinegoziare i pagamenti dei fornitori, nei tempi ma anche negli importi; ridiscutere con gli armatori gli ultimi due contratti firmati per la costruzione di barche, perché sono stati chiusi in perdita.

I sindacati preoccupati per le aziende dell’indotto

“Abbiamo appreso la volontà di proseguire l’attività, senza ricorrere alla cassa integrazione – spiega Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil di Massa-Carrara – e quella di agire sia sul fronte dei debiti che su quello dei ricavi, ma l’azienda non ha detto se vuole ricorrere alla composizione negoziata della crisi, limitandosi a segnalare che utilizzerà gli strumenti che il codice mette a disposizione”. C’è un altro fronte aperto: “Siamo preoccupati per l’indotto – aggiunge il sindacalista – perché non abbiamo avuto certezze sui pagamenti dovuti a queste aziende e non è detto che tutte abbiano la capacità di resistere”.

La sindaca in allarme per i tempi necessari a gestire la crisi

Preoccupazione “per il futuro dei lavoratori e delle ditte dell’indotto, e per i tempi che serviranno per gestire questa crisi” è stata espressa in una nota anche dalla sindaca Arrighi, che ha accolto con favore la conferma che “non ci saranno né tagli né cassa integrazione per i dipendenti diretti del cantiere”, che in questi giorni stanno smaltendo le ferie visto che l’attività è rallentata.

Autore:

Silvia Pieraccini

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