L’abito da sposa di Alexander McQueen della collezione AI 2026/2027. (Credito: Launchmetrics Spotlight)
“Cosa volete che faccia? Non gestisco un ente di beneficenza. Dobbiamo prendere decisioni difficili, ma ovviamente rispettiamo la storia e il potenziale del marchio”. Così Luca de Meo, ceo del gruppo francese del lusso Kering, aveva spiegato nei mesi scorsi ai sindacati la necessità di “operare tagli drastici e rapidi” al marchio Alexander McQueen, che ha prodotto “ingenti perdite”. Ora quei tagli arrivano, con l’annuncio dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo che riguarda le attività del marchio in Italia, divise tra gli stabilimenti di Scandicci (pelletteria), Novara (sviluppo abbigliamento) e Parabiago, vicino Milano (sneakers).
Via quasi un terzo dei lavoratori dei tre stabilimenti italiani
I licenziamenti – secondo quando annunciato oggi, 13 marzo, dai sindacati – interesseranno 54 persone su 181 dipendenti totali dei tre stabilimenti. Il taglio dovrebbe essere lineare, del 30% in ciascuna sede: per Scandicci, dove lavora una quarantina di persone, significherebbe l’uscita di una dozzina di lavoratori. Lunedì 16 marzo si svolgerà l’assemblea sindacale.
Il marchio: decisione difficile ma necessaria
Ad appesantire Alexander McQueen, marchio che nei giorni scorsi ha sfilato a Parigi con la collezione autunno-inverno 2026-2027, sono stati i negozi – 135 quelli aperti nel mondo – e l’eccessiva dipendenza dalle sneakers, arrivate a pesare l’80% del fatturato. “McQueen conferma l’apertura della procedura di licenziamento collettivo che riguarda le attività del marchio in Italia – fa sapere l’azienda – Tale decisione, seppur difficile, è coerente con la revisione strategica delle attività del marchio su scala globale annunciate a novembre, ed è parte dello sforzo del Gruppo volto a riportare l’azienda a una redditività sostenibile nei prossimi tre anni, ponendo al tempo stesso le basi per il suo futuro a lungo termine. Continueremo a dialogare con i nostri dipendenti e con i loro rappresentanti durante questo periodo critico e restiamo pienamente impegnati a sostenerli lungo tutto il processo e la fase di transizione.”
Silvia Pieraccini