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12 marzo 2026

Liberty Magona, slitta al 18 marzo il confronto al Mimit sulla cessione

Il nodo è ancora il fallimento Greensill, la nuova ipotesi è l’affitto di ramo d’azienda a Trasteel (con vista sull’acquisto).

Leonardo Testai
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Il crac del 2021 di Greensill Capital, principale finanziatore del gruppo Liberty Steel, si riverbera ancora oggi sulle sorti della Magona di Piombino: l’incontro al Mimit fissato per il 12 marzo, incontro che avrebbe dovuto sancire il passaggio di proprietà di Liberty Magona agli svizzeri di Trasteel, è slittato al 18 marzo per via delle questioni ancora aperte sul piano finanziario e legale. “Il curatore del fallimento di Greensill – sottolinea la Fiom-Cgil di Livorno – non ha ancora accettato la proposta degli avvocati di Liberty Steel per la rimozione dell’ipoteca sull’azienda”.

Il passaggio è considerato decisivo per la prosecuzione del percorso verso l’approvazione della procedura di Composizione negoziata della crisi. “Senza questo passaggio, anche il concordato rischia di non essere approvato”, afferma il sindacato, secondo cui il Ministero, nel comunicare lo spostamento della riunione, avrebbe inoltre segnalato che sono in corso verifiche tra i legali delle società coinvolte per valutare soluzioni alternative. “Gli avvocati delle due società – spiega – stanno verificando la possibilità di un affitto di ramo d’azienda, con tutte le garanzie affinché Trasteel possa poi diventare l’acquirente”.

Una risposta è attesa per la prossima settimana

Alla luce dell’attuale scenario la Fiom ritiene necessario aggiornare il confronto con i dipendenti di Liberty Magona: “I lavoratori chiedono chiarezza sul futuro e risposte concrete, in caso contrario si sono dichiarati pronti alla mobilitazione”, con “azioni, possibilmente unitarie, per manifestare il malcontento sul perdurare di questa inaccettabile situazione”. E critica è anche la posizione di Fim-Cisl e Uilm-Uil, che hanno partecipato a una riunione ristretta al Mimit con la struttura di crisi del ministero. Per i sindacati dei metalmeccanici “è inconcepibile che il progetto non riesca a decollare nonostante la presenza di un acquirente. E’ evidente l’atteggiamento ostruzionistico della proprietà di Liberty Steel che da una parte si rende disponibile a firmare il preliminare di vendita, ma poi dall’altra non arriva a questa definizione”.

Secondo Fim e Uilm lo stallo ha conseguenze anche sulle retribuzioni, portando “al mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti attivi, che soltanto da oggi hanno iniziato a riscuotere il 50% del salario di febbraio”. Nei primi giorni della prossima settimana “è prevista la risposta del curatore Greensill all’ultima proposta, auspichiamo che stavolta sia positiva”, concludono i due sindacati.

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Leonardo Testai

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