Ancora una volta fumata nera al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’accordo di programma di Jsw: le parti, convocate dal Mimit per discutere la proposta dell’azienda siderurgica per Piombino, non hanno trovato un’intesa. I sindacati lamentano insufficienti garanzie per l’occupazione, trovando una sponda nella Regione Toscana, che da giorni aveva preannunciato il suo ‘niet’ nel caso in cui la proposta di accordo, confermando indiscrezioni diffuse proprio da parte sindacale, non avesse contenuto la clausola sociale per la tutela dei livelli occupazionali. Il tavolo è dunque aggiornato a lunedì 6 luglio, nella speranza di arrivare a una mediazione.
Le ricostruzioni del confronto al tavolo non collimano: se una fonte vicina al dossier spiega che sarebbero state date garanzie fino a tutto il 2028 per i lavoratori attuali di Jsw, Piombino Logistics e Gsi, per un perimetro compreso fra 600 e 700 lavoratori, fonti sindacali sostengono invece che il livello occupazionale garantito sarebbe di sole 500 unità e che il futuro dei lavoratori sarebbe a rischio già dal 2027. La chiave della mancata firma è la divergenza sulla clausola contenuta nel vecchio accordo del 2018, che Jsw punta a rimodulare. “Noi per primi a quel tavolo abbiamo invitato tutti, anche le istituzioni, a fermarci, a non firmare niente nella giornata di oggi, e a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali”, spiega Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente della Regione Toscana.
I sindacati attaccano Jsw:”Impegni non mantenuti dal 2018″
“Fino alla piena realizzazione dei progetti di investimento la priorità deve essere la massima tutela dei posti di lavoro“, attacca la Uilm, secondo cui “sarebbe incomprensibile e inaccettabile che le istituzioni sottoscrittrici dell’Adp possano assumersi il rischio dell’occupazione rispetto ai ritardi registrati, per problemi amministrativi e burocratici, del piano Metinvest-Danieli, e rispetto all’ennesimo annuncio di investimento da parte di Jsw che dal 2018 non solo non ha rispettato l’impegno della realizzazione di due forni elettrici, ma ha chiuso gli impianti vergella, barre, favorito il degrado dell’impianto di produzione rotaie, l’unico in Italia, e messo in cassa integrazione ininterrottamente centinaia di lavoratori”.
Da parte sindacale si punta infatti il dito contro quella che viene considerata una mancanza di credibilità di Jsw: la Fiom definisce “inaccettabile il comportamento tenuto da Jsw Group dal 2018 a oggi: nessun investimento, nessun impegno concreto, nessuna prospettiva industriale credibile per il sito di Piombino”. L’auspicio della Fim è che “i giorni che seguiranno questa sospensione decisa dal governo possano essere utilizzati dalle parti firmatarie per riflettere e comprendere un punto fondamentale e cioè: è vitale dare serenità e certezze ai lavoratori, che da troppi anni vivono una situazione drammaticamente complicata, logorati dal ricorso massiccio e prolungato agli ammortizzatori sociali“.
Leonardo Testai
