“Non si firma tanto per firmare“: con questa frase il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sintetizzato il suo approccio al nuovo accordo di programma con Jsw Steel Italy, atteso per il 30 giugno, nel corso dell’incontro che si è tenuto questo pomeriggio a Palazzo Strozzi Sacrati tra la presidenza regionale e le rappresentanze sindacali delle aziende della filiera siderurgica di Piombino. Un incontro che si è svolto in una giornata di sciopero dei lavoratori Jsw, Piombino Logistics e Gsi di Piombino, stanchi di “anni di annunci e promesse disattese”. Il nodo è la clausola sociale per la tutela dei livelli occupazionali, che secondo i sindacati non è contemplata nel nuovo accordo.
La Regione vuole annuncia un nuovo tavolo con le parti
Giani ha ribadito che il nuovo accordo di programma con Jsw, “alla pari di quello firmato con Metinvest a luglio 2025, dovrà poggiare su basi solide e su condizioni tali da renderne possibile l’attuazione”. Il presidente ha riconosciuto che “in passato abbiamo firmato accordi di programma ma la mancata realizzazione degli investimenti privati non può essere trascurata” e ha precisato che “qualora fosse necessario attendere ancora qualche settimana per ottenere le necessarie garanzie, non vi sarebbe alcuna fretta”. Tuttavia ha aggiunto: “Se il 30 giugno si dovesse arrivare alla firma, dovranno esserci rassicurazioni concrete sulla sua effettiva realizzazione, che allo stato attuale ancora non abbiamo, a partire dagli aspetti occupazionali“.
Giani ha annunciato la riattivazione di un tavolo di confronto capace di coinvolgere tutti i soggetti a livello territoriale: Regione Toscana, Comune di Piombino, Autorità Portuale del Tirreno Settentrionale, organizzazioni sindacali e parti sociali, con l’obiettivo principale di monitorare l’attuazione degli accordi precedenti e futuri. La posizione sindacale è più netta. “Dalle informazioni che abbiamo – ha dichiarato Mauro Macelloni della Fiom -, l’accordo di programma di Jsw che si dovrebbe andare a firmare il 30 giugno è un accordo che non contiene le tutele per i lavoratori, quindi per noi quell’accordo non va firmato. Abbiamo detto a Giani che non lo deve firmare, e se lo firma se ne prende la responsabilità. In più, in quell’accordo di programma si sono dimenticati di due società, la Piombino Logistics e la Gsi“. Macelloni ha infine riferito che Giani si è impegnato a verificare l’interesse di alcune aziende italiane, tra cui Danieli e Acciaierie Venete, per il treno rotaie di Jsw.
La partita (in tre round) dei commissariamenti
Sul fronte dei commissariamenti – che riguardano le nuove autorizzazioni per il progetto di Metinvest Adria, le infrastrutture portuali e il dossier sul rigassificatore – il presidente ha annunciato che ne discuterà con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per accelerare gli interventi previsti. Sul rigassificatore, in particolare, Giani ha annunciato che assumerà una posizione nei prossimi giorni, comunque prima del 30 giugno, indipendentemente dall’esito delle trattative con Jsw. Ma è soprattutto su Metinvest che i sindacati chiedono un’accelerazione: “Siamo già in ritardo di 6-9 mesi – afferma Macelloni – e se questi ritardi aumentano c’è il rischio che i tempi che abbiamo noi come ammortizzatori sociali per i lavoratori non coincidano con la ripartenza del lavoro e quindi si rischia di essere a piedi”.
Peraltro la nomina del commissario rischia di diventare un caso: secondo quanto emerso al tavolo, infatti, il Governo avrebbe già proposto il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, nome che però incontra resistenze in Regione Toscana. “A Piombino si dice che non ci interessa di che colore è il gatto, l’importante è che acchiappi il topo”, scherza Macelloni, secondo cui “per essere chiari, se tutti vogliono lui e il Ministero vuole lui, fatelo; se poi non è in grado, noi saremo tutti i giorni a rompere le scatole”.
Leonardo Testai
