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04 giugno 2026

Aeroporto di Firenze, Sesto Fiorentino rilancia il ricorso al Tar contro la nuova pista

Il nuovo sindaco Sforzi lamenta “scorciatoie procedurali”, Toscana Aeroporti nega: “Basta con l’ideologia”.

Il progetto della nuova pista dell'aeroporto di Firenze

Il progetto della nuova pista dell'aeroporto di Firenze

Come promesso a a scrutinio non ancora terminato, la nuova giunta comunale di Sesto Fiorentino guidata da Damiano Sforzi ha dato mandato agli uffici di aggiornare l’impugnazione, di fronte al Tar, del decreto di Via per il potenziamento dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista, alla luce dei recenti atti ministeriali che hanno corretto il provvedimento. “Il progetto della nuova pista dell’aeroporto – attacca Sforzi – è profondamente sbagliato e dannoso, legato ad un’idea di sviluppo lontana dalle necessità del territorio ed estranea all’interesse e al bene delle nostre comunità”.

Dunque, ha sottolineato il neosindaco eletto al primo turno con larghissimo margine sui competitor, “continueremo ad opporci in sede giudiziaria con le altre amministrazioni comunali, con i comitati e con le associazioni, fiduciosi di vedere ancora una volta riconosciuta la bontà delle nostre posizioni”. A giudizio di Sforzi “i promotori del progetto hanno scelto ancora una volta la strada delle scorciatoie procedimentali, con il Ministero che finisce per smentirsi da solo rimangiandosi il suo stesso decreto pur di evitare il passaggio di fronte alla Commissione europea“.

La replica: “Nessuna scorciatoia, la Via andava aggiornata”

“Non è stata seguita alcuna scorciatoia procedimentale”, ribatte a stretto giro di posta Toscana Aeroporti. “La normativa europea, infatti, prevede il coinvolgimento della Commissione europea attraverso un parere vincolante esclusivamente in presenza di ‘habitat e/o specie prioritari‘, condizione che non risulta sussistere nell’area interessata dal progetto dell’aeroporto di Firenze, inclusa quella ricadente nel Sito Natura 2000, come attestato dall’Ente gestore“.

Per questo motivo, sostiene la società che gestisce l’aeroporto di Firenze (oltre che quello di Pisa), “era fondamentale l’aggiornamento del decreto, nel pieno rispetto di un procedimento chiaro, verificabile e coerente”. Nel rispetto delle posizioni di ognuno, Toscana Aeroporti infine “invita nuovamente a un dialogo costruttivo tra le parti basato su contenuti e non su posizioni ideologiche prive di fondamento”.

“Per investire bisogna semplificare le procedure autorizzative”

Secondo l’amministratore delegato di Toscana Aeroporti Roberto Naldi “il settore aeroportuale sta vivendo una contraddizione strutturale: da un lato le previsioni evidenziano una necessità di incremento degli investimenti per aumentare la capacità del sistema, decarbonizzare e rafforzare la resilienza climatica, dall’altro l’aumento dei costi energetici, edili e del lavoro ne comprime la sostenibilità economica. In questo scenario emerge un evidente disallineamento tra investimenti, spesso multi-decennali, quadro regolatorio, un orizzonte concessorio troppo corto o non allineato e procedure autorizzative eccessivamente lunghe e complesse”.

Questo disallineamento, sostiene Naldi, “porta a un aumento del rischio percepito e del costo del denaro con la conseguenza di una riduzione o di un rinvio degli investimenti perché non più finanziabili dal sistema bancario“. Dunque, conclude l’ad di Toscana Aeroporti, “al fine di consentire lo sviluppo di scali aeroportuali con maggiori capacità, più sostenibili e con una qualità del servizio migliore è quindi prioritario riallineare le scadenze delle concessioni e i tempi di ammortamento ai cicli reali degli investimenti, semplificare e accorciare le procedure autorizzative e garantire stabilità e prevedibilità regolatoria“.

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