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04 agosto 2026

Terremoto a Pisa: paura, gente in strada, verifiche anche sulle attività economiche

Avvertito in tutta la Toscana settentrionale evacuazioni precauzionali in diversi edifici e aziende.

Turisti in piazza dei Miracoli a Pisa

Turisti in piazza dei Miracoli a Pisa

La prima scossa alle ore 10.15 – di oggi, 4 agosto 2026 – di magnitudo 4.3 con epicentro a circa 7 chilometri a ovest di Pisa nel Parco regionale di San Rossore, ma avvertita distintamente in tutto il Nord della regione Toscana, da Livorno fino a Lucca, Viareggio e Massa Carrara. Poi, l’Ingv (L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha registrato altre scosse, tra cui la più forte di 3.2 alle 13:04 preceduta alle 12:47 da una di magnitudo 2.3, con epicentro sempre a pochi km da Pisa.

Panico tra la popolazione, molte persone hanno abbandonato uffici e abitazioni, riversandosi all’aperto; ma nonostante la grande paura, il bilancio è di nessun ferito e nessun danno. Tuttavia, a scopo puramente precauzionale, le autorità hanno disposto alcune evacuazioni in edifici situati nella zona più vicina all’epicentro per consentire verifiche strutturali.

La Regione Toscana ha convocato l’unità di crisi. I Comuni di Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano hanno attivato i Centri operativi comunali (Coc) e i propri tecnici per l’esecuzione dei sopralluoghi e delle verifiche sugli edifici pubblici e privati maggiormente sensibili. E analoghe attività di monitoraggio sono in corso negli altri territori interessati dalle scossa.

Perché si è sentito così bene

Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) la scossa delle ore 10.15, ma anche le altre che sono state percepite dalla popolazione, ha avuto un’ipocentro (profondità) stimato intorno ai 10 chilometri. Una profondità relativamente esigua ha reso la vibrazione molto intensa e sussultoria, percepibile chiaramente anche ai piani bassi degli edifici.

Verifiche in corso su infrastrutture ed economia

Mentre la Protezione Civile prosegue i sopralluoghi, l’attenzione si sposta ora sulla tenuta delle infrastrutture strategiche e del patrimonio architettonico del distretto pisano. Le verifiche sono concentrate non solo sugli edifici pubblici e le scuole, ma anche sugli snodi logistici e industriali della zona, per escludere danni che potrebbero impattare sulle attività produttive locali, dove al momento non risulta alcuna segnalazione di danni. (sb)

Notizia in aggiornamento.

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