La torrida estate Toscana sta mettendo a dura prova la tenuta economica e produttiva del territorio. Secondo i dati del Consorzio LaMMA, il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il secondo più caldo dal 1955, con una temperatura media regionale di 25,6 °C.
A Firenze, in particolare, si è registrato un record storico: per 27 giorni — praticamente uno su due — le temperature massime hanno superato i 36 °C, accompagnate da ben 27 “notti tropicali” con minime sopra i 20 °C.
“Il dato che colpisce non è soltanto il picco, ma la durata: quando il caldo persiste anche nelle ore notturne si aggravano gli effetti sulla salute, sul lavoro e sulla vivibilità delle città” spiega Francesco Meneguzzo, commissario straordinario del Consorzio LaMMA.
La Regione Toscana annuncia la “legge sulla rigenerazione verde”
Per rispondere a questa “nuova normalità” di surriscaldamento — che in Toscana viaggia a un tasso doppio rispetto alla media globale — il presidente dalla Regione Toscana Eugenio Giani ha annunciato che a settembre “la Giunta intende presentare una legge sulla rigenerazione verde che punta a investimenti per far uscire le città dalla cappa di calore con nuove piantumazioni di alberi e verde, nuovi ambienti che da un punto di vista ambientale possano rendere più basse le temperature che invece oggi sono esasperate dal cemento, dall’asfalto e da un eccesso di concentrazione urbana”.
E non solo sul verde che annuncia di agire il Governatore regionale perché “la Regione intende poi incrementare i progetti che già la vedono all’avanguardia a livello nazionale: la realizzazione di laghi, invasi e specchi d’acqua per fronteggiare periodi di siccità. La Toscana può contare oggi sui i 67 milioni di metri cubi di acqua contenuti nell’invaso di Bilancino e i 135 milioni di metri cubi di acqua ritenuti da Montedoglio”. “Stiamo pensando – prosegue ancora Giani – a una serie di interventi che possano in modo capillare e diffuso fornire acqua”.
L’Ai per la resilienza (e in aiuto delle previsioni)
Per fronteggiare l’imprevedibilità del meteo, il LaMMA sta integrando algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning nelle proprie catene previsionali. Entro l’autunno 2026, sarà operativo un sistema sperimentale per la previsione delle fulminazioni, uno strumento per aumentare la resilienza delle infrastrutture e dei territori.
Si tratta di un prototipo sperimentale che stimerà, per macroaree della Toscana e finestre di sei ore, la probabilità di fulminazioni nelle successive 48 ore. Il sistema combinerà variabili dei modelli meteorologici e osservazioni dei fulmini mediante tecniche statistiche e di machine learning. Sarà uno strumento aggiuntivo per i previsori e non sostituirà i modelli fisico-matematici.
I produttori di latte lanciano l’allarme per la produzione
Intanto, a segnalare un drastico calo della produzione per il troppo caldo che si somma a un pesante crollo dei prezzi di mercato è Luciano Nucci di Confcooperative, che in una nota spiega che “il periodo estivo comporta fisiologicamente un calo della produzione di latte , ma temperature come quelle di queste settimane aggravano enormemente il problema e aumentano le difficoltà delle aziende zootecniche”. Secondo il presidente di Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana, la combinazione tra crisi dei prezzi e riduzione della produzione rischia di compromettere la competitività degli allevamenti. (redsb)
